L’uso, o l’abuso, dei decreti omnibus infiamma lo scontro parlamentare, dopo l’intervento della scorsa settimana del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Pd e gli altri partiti di opposizione, infatti, hanno ripetutamente protestato contro il ricorso del Governo a questi strumenti che svuotano le prerogative del Parlamento. A rendere più pesante il confronto è stato un emendamento dello stesso esecutivo a un proprio decreto che mirerebbe ad inibire i controlli da parte della Corte dei Conti sui fondi del Pnrr e che, a seconda della sua portata, potrebbe innescare anche uno scontro sul piano istituzionale, dato che inciderebbe sul bilanciamento dei poteri costituzionali. Giovedì scorso Mattarella aveva invitato i presidenti di Camera e Senato a vigilare sull’“assalto alla diligenza” ai decreti con emendamenti estranei ai contenuti. Ebbene lo schema stigmatizzato da Mattarella si è ripetuto con il decreto sulla PA; di qui la protesta della presidente dei deputati Pd Chiara Braga in Capigruppo con il presidente Lorenzo Fontana. Altrettante critiche in Aula sono arrivate da Francesco Silvestri (M5S), Filiberto Zaratti (Avs), Riccardo Magi (+Europa) e Luigi Marattin (Az-Iv).
Ma la tensione è salita ulteriormente, anche all’interno della maggioranza, quando sono iniziate a circolare le bozze di due emendamenti del Governo al decreto sulla PA che limiterebbero i controlli della Corte dei Conti sui fondi del Pnrr, uno in maniera più blanda e un secondo in maniera più forte. Ma il problema riguarda il confronto interno alla maggioranza: per alcuni il secondo emendamento risulterebbe uno sgarbo al Capo dello Stato non solo a livello procedurale, ma anche per ragioni di contenuto poiché il controllo della magistratura contabile, previsto dalla Costituzione, fa parte del sistema del “check and balances”, dei bilanciamenti degli organismi indipendenti rispetto al Governo. Insomma, all’interno del centrodestra e tra gli stessi Ministri si è aperto un confronto tra falchi e colombe, con i primi che sottolineano che il controllo della Corte dei Conti rallenterebbe la spesa dei Fondi del Recovery Fund, e le seconde che mettono in evidenza che la norma potrebbe creare frizioni anche con la Commissione Ue. Alla fine, i due emendamenti non sono stati depositati, e la seduta delle Commissioni Affari costituzionali e Lavoro che esaminano il decreto sulla Pa è stata sconvocata e rinviata ad oggi pomeriggio.
