Come previsto, della ratifica del Mes se ne riparlerà dopo l’estate e sicuramente non prima di novembre. È passata la richiesta di sospensiva della maggioranza che ha impedito la discussione dell’Aula della Camera su un provvedimento che da mesi divide gli schieramenti ed è molto atteso da Bruxelles. Con 195 voti a favore e 117 contrari, Montecitorio ha deciso di sospendere senza appello per quattro mesi la ratifica del Meccanismo europeo di stabilità istituito nel 2012. Serve la ratifica parlamentare per farlo entrare in vigore e l’Italia è sotto la lente di tutta l’Eurozona essendo rimasto l’unico Paese dell’Unione a non aver provveduto a farlo. La lunga sospensiva era stata già annunciata da giorni per cui alla Camera i toni non si sono alzati più del dovuto e le proteste delle opposizioni sono state limitate a schernire la scelta della maggioranza di procedere ad un rinvio che certamente allontana ma non risolve quella che è indubbiamente una grana per il governo di Giorgia Meloni.
Infatti, in molti, anche nella maggioranza, non nascondono che il rinvio a novembre comporti almeno un paio di rischi: le elezioni europee (giugno 2024) saranno più vicine e quindi la conflittualità interna più accesa; in quelle settimane la legge di Bilancio sarà nel vivo e la Commissione Ue sarà ancora più attenta nei confronti dell’Italia. A tutto ciò bisogna aggiungere che la ratifica deve necessariamente arrivare entro la fine dell’anno, pena il ritorno al vecchio Mes del 2012. Comprensibile quindi che sia nei corridoi della Commissione che in diverse cancellerie dei Paesi eurozona si guardi con apprensione a un rinvio che sposta la ratifica pericolosamente a ridosso della dead-line. “L’Italia così resta l’ultimo Paese a non aver ratificato uno strumento importante. Non si è mai vista una maggioranza scappare su una questione così rilevante”, sottolinea Chiara Braga per il Pd e aggiunge: “Ancora oggi decidete di non decidere”; anche il resto dell’opposizione è molto critico sulla scelta del Governo. Poche e isolate le voci della maggioranza in questa giornata: “Il Mes così com’è sarebbe un passo indietro e non in avanti verso una Ue davvero unita”, osserva Andrea Orsini di Fi illustrando la questione sospensiva sulla ratifica del Mes.
