Pd e M5S continuano a litigare sui migranti, mentre Carlo Calenda ha chiesto a Giuseppe Conte e a Elly Schlein di lavorare insieme a una riforma costituzionale sull’impronta del cancellierato tedesco, ottenendo risposte interlocutorie, piuttosto tiepide.
Matteo Renzi ha altri progetti e ha chiuso a prescindere: “Calenda guarda a Conte e Schlein, noi a due milioni e mezzo di elettori del Terzo Polo”.
La reazione di Conte è arrivata poco dopo: “Nessuno si permetta di paragonarmi a questa destra”, ha risposto, ribadendo subito l’accusa che tanto aveva fatto infuriare il Pd: “Accoglienza indiscriminata? In passato mi sembra che sia stata questa la declinazione dei governi loro, se non è così ce lo chiariscano”.
Anche Beppe Grillo, ha frenato sulle intese col Pd: “Non ci sono campi, se non hai un po’ di immaginazione. Le alleanze le abbiamo fatte, destra e sinistra, e sono andate tutte o con pugnalate alla schiena o altre cose”. Il confronto leale e franco è su altro.
Sul salario minimo c’è già, sulla sanità è in corso. Di avviarne uno sulle riforme lo ha proposto Calenda. Il leader di Azione ha ripescato il sistema tedesco, a cui anche il Pd si era ispirato nel 2022 con una proposta di riforma costituzionale. “Siamo sempre disponibili al confronto” ha detto la Schlein “Noi siamo per studiare a fondo alcuni elementi di altri modelli”, come “la sfiducia costruttiva, che è presente in quelli tedesco e spagnolo”, ma “vogliamo immaginare un modello italiano. Siamo invece contrari all’indebolimento delle prerogative del presidente della Repubblica”.
Anche Giuseppe Conte è andato coi piedi di piombo: “Alcuni elementi del sistema tedesco ci vanno bene. Ma cerchiamo di intervenire chirurgicamente, non vogliamo trapiantare un altro sistema, l’assetto costituzionale non va stravolto”.
