Nella Nadef il governo ha ammesso il passo indietro della nostra economia rispetto alle stime fatte in primavera.
A schizzare invece è l’indebitamento, con la maggioranza che a riguardo ha puntato il dito contro il Superbonus e l’aumento dei tassi.
Questo ridimensionamento avrà un forte impatto sulla legge di Bilancio 2024 che, stando a quanto dichiarato da Giorgia Meloni, sarebbe dovuta essere da 80 miliardi in base alle richieste pervenute dai ministeri.
Prima della Nadef così si parlava di una legge di Bilancio da 30 miliardi ma, facendo i proverbiali conti della serva, si è notato come mancassero circa 20 miliardi di coperture certe per non incorrere nelle ire di Bruxelles.
Adesso il governo ha deciso di fare più deficit – 14 e non 4,5 miliardi, quasi 10 miliardi in più – ma paradossalmente stando a quanto si apprende la legge di Bilancio 2024 dovrebbe avere una potenza di fuoco di poco superiore ai 20 miliardi, un terzo in meno rispetto a quanto ipotizzato fino a qualche giorno fa.
In pratica il governo Meloni finanzierà la legge di Bilancio 2024 con i 14 miliardi del deficit, i 3 miliardi del concordato preventivo e dell’adempimento, i 1,5 miliardi di tagli alla spesa dei ministeri anche se finora i vari dicasteri nicchiano e il resto dovrebbe arrivare dalla legge sugli extraprofitti delle banche che sarà molto ridimensionata rispetto agli annunci iniziali.
Visto il quadro generale è giusta la scelta del governo di realizzare una manovra prudente, ma affidarsi quasi totalmente al deficit per piazzare qualche bandierina – conferma del taglio al cuneo fiscale, misure per la famiglia e primo abbozzo della riforma fiscale – appare essere un chiaro segno di come nella maggioranza manchino idee degne di tal nome per finanziare le varie misure senza aumentare ancora di più il nostro debito.
