Accordo sui migranti. Il Governo canta vittoria sulle Ong

L’accordo è arrivato nella riunione dei rappresentanti permanenti a Bruxelles e, per raggiungerlo, è stato decisivo il declassamento del punto riguardante le Ong. “È passata la nostra linea, l’emendamento tedesco è stato ritirato”, ha sottolineato Giorgia Meloni, che potrà volare in Andalusia dopo aver incassato una vittoria politica non scontata.

Il nuovo testo mantiene il punto in cui si dice che gli aiuti umanitari sono esclusi dai casi di strumentalizzazione della migrazione ma lo declassa e da un punto di vista legislativo il passaggio perde tutta la sua forza iniziale.

“L’intesa è stata un successo per l’Italia, ora si può accelerare”, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. L’accordo è stato salutato anche dai vertici Ue, a cominciare dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e dalla presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola. Con l’ok al regolamento sulle crisi, infatti, viene a cadere anche il veto ai negoziati che l’Eurocamera aveva imposto sugli altri file del Patto e che dovrà essere concluso entro la fine della legislatura.

Berlino da parte sua non ha ammesso alcuna sconfitta: in un tweet, Olaf Scholz ha parlato “di svolta storica” soffermandosi su uno dei punti più cari al governo tedesco, quello dei movimenti secondari.

La fumata bianca, in ottica europea, restringe le possibilità che il vertice dei 27 a Granada si trasformi in un ring; di migrazione si parlerà eccome ma è improbabile che si torni sul regolamento, più realistico, invece, che si parli del Memorandum sulla Tunisia.

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