Il testo sarà oggi in Aula alla Camera per il riavvio dell’esame dopo la sospensiva di due mesi voluta dalla maggioranza, tempo utilizzato dal Cnel, investito dalla premier Giorgia Meloni, per svolgere un approfondimento sul tema poi sfociato in un documento approvato a maggioranza e nel quale di fatto si boccia la retribuzione minima oraria imposta per legge. E Pd, M5S, Azione, +Europa e Avs si preparano alla battaglia.
Ma sarà anche l’occasione per ribadire la netta contrarietà a che la maggioranza di centrodestra tenti una nuova dilazione dell’esame: la mossa sarebbe prodromica alla predisposizione da parte della maggioranza di un testo alternativo che ricalcherebbe le conclusioni del Cnel e la linea dalla presidente del Consiglio, ovvero che il salario minimo fissato per legge non è una misura utile ed efficace a combattere il “lavoro povero”.
Il testo alternativo della maggioranza, di fatto scavalcherebbe la proposta di legge delle opposizioni che inevitabilmente sono pronte a salire sulle barricate.
