Sono quasi 600 i migranti che sono riusciti a raggiungere l’isola di Lampedusa in sole 24 ore. Sarebbero partiti da Sfax, in Tunisia. Degli ultimi sbarchi farebbe parte anche uno scafista egiziano di quarant’anni, il quale è stato fermato dalla polizia di Stato che ha ricostruito le fasi del salvataggio avvenuto in acque Sar maltesi a circa 50 miglia nautiche a nord-est dell’isola tunisina di Kerkennah. Lo straniero in questione è risultato essere già sbarcato a Lampedusa il 10 ottobre scorso dove aveva fornito diverse generalità e aveva presentato richiesta di protezione internazionale a seguito della quale era stato trasferito in una struttura di accoglienza in provincia di Roma.
Come racconta AGI, “dopo un mese dal suo arrivo in Italia, è riuscito a tornare in Libia e da lì – come riferito dai migranti – ripartire il 5 novembre scorso alla volta delle coste italiane con un carico di esseri umani navigando sino a quando è terminato il carburante, per poi trovarsi alla deriva ed avere atteso un soccorso giunto dalla nave Aurora”.
Lo straniero è stato arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sottoposto a fermo di indiziato di delitto è stato condotto nel carcere di Ragusa. Il provvedimento a carico dell’egiziano è stato convalidato.
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella rubrica “Appunti di Giorgia”, spiega l’accordo siglato in Albania: “Uno sarà un centro di prima accoglienza al porto e nell’area più interna ci sarà una seconda struttura sul modello dei Cpr”. Nelle dichiarazioni congiunte al termine dell’incontro a palazzo Chigi col primo ministro della Repubblica d’Albania, Edi Rama, ha chiarito: “Abbiamo lavorato insieme ad un accordo che rafforza la cooperazione e che si pone sostanzialmente tre obiettivi: contrastare il traffico di esseri umani, prevenire i flussi migratori irregolari e accogliere solamente chi ha davvero diritto alla protezione internazionale. L’accordo consiste nel fatto che l’Albania darà la possibilità all’Italia di utilizzare alcune aree del territorio albanese nelle quali l’Italia potrà realizzare, a proprie spese e sotto la propria giurisdizione, due strutture dove allestire centri per la gestione dei migranti illegali. Queste strutture potranno accogliere inizialmente fino a 3mila persone che rimarranno in questi centri ovviamente il tempo necessario a poter velocemente espletare le procedure per la trattazione delle domande di asilo, ed eventualmente ovviamente ai fini del rimpatrio – ha spiegato la premier -. Chiaramente si tratta di massimo 3mila persone contestuali, ma è chiaro che utilizzando le procedure accelerate che consentono grazie a questo governo di processare le richieste in 28 giorni io intendo che con questo progetto a regime diciamo questi numeri possano essere considerati come mensili e che quindi diciamo il flusso complessivo annuale possa arrivare fino a 36mila persone che si alternano. Voglio anche dire che questa possibilità non riguarda però i minori, non riguarda le donne in gravidanza, non riguarda gli altri soggetti vulnerabili”.
