Continua la guerra interna al Movimento 5 Stelle. Tanti i duri botta e risposta tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo fino all’ultimatum di ieri dell’ex premier, che replicando all’attacco del fondatore arrivato alcuni giorni prima ha messo i puntini sulle i: “Nessuno può dirci cosa discutere, non resto se c’è un soggetto sopraelevato nel M5S”. Intanto si avvicina il bivio politico, con l’assemblea costituente del 19 e 20 ottobre.
I rapporti fra Conte e Grillo erano freddi già da qualche tempo: “Non ci siamo più sentiti, non mi ha più chiamato, forse doveva andare così”, ha ammesso lo stesso “avvocato del popolo”.
Poi, improvvisamente, i rapporti si sono surriscaldati con una serie di frecciatine reciproche che settimana dopo settimana sono diventate vere e proprie bordate. I principi oggetto del braccio di ferro sono tre: simbolo, nome e limite dei due mandati (in passato aggirato con il cosiddetto “mandato zero”). Ora Conte mette Grillo alle strette: nessun blocco alle iniziative della comunità o lascerà.
