Un’altra bizzarra polemica da parte dei “politically correct” quella scoppiata sulla presenza del presepe a scuola. Vittorio Feltri risponde alla lettera di un lettore nella quotidiana rubrica sul Giornale: “Disturba che sia cristiano. Ma noi siamo cristiani. Le nostre radici sono cristiane. L’Europa è cristiana. L’Occidente è cristiano. Chiunque ne sia infastidito o si senta insolentito, stia a casa propria. Ce ne faremo una ragione“, scrive Vittorio Feltri, che si chiede: “Ma se non è inclusivo il presepe, cosa diavolo lo è? Insomma, cosa è più includente di questa figurazione? Essa non riproduce soltanto la nascita di Gesù (…). Il presepe, infatti, non è popolato soltanto dai membri della famiglia sacra, ma anche dai pastori: dalla gente misera che abita nei dintorni di quella stalla dove Maria e Giuseppe si sono riparati perché venisse alla luce il loro bambino. Sono presenti anche gli animali, il cui ruolo peraltro è fondamentale: con il loro respiro caldo e la loro pelliccia danno tepore al corpicino del piccolo Gesù, permettendogli di trascorrere in quell’atmosfera sicura la sua prima notte di vita”.
