Manovra 2025: finalmente una legge di bilancio senza sprechi. E il confronto con il passato fa emergere una voragine da 300 miliardi

Di Andrea Franchi

I. Una manovra che punta alla crescita prudente e alla riduzione del deficit

La Manovra 2025 rappresenta una discontinuità rispetto agli ultimi anni. Non promette miracoli, non distribuisce bonus a pioggia, e soprattutto non espone i conti pubblici a voragini ingestibili.
È una legge di bilancio che sceglie un percorso pragmatico su quattro assi:

1. Sostegno selettivo alle famiglie

Rifinanziamento della Carta dedicata ai redditi bassi, proroga del Fondo prima casa, misure mirate per le pensioni più basse. Non sussidi generalizzati, ma interventi chirurgici dove servono.

2. Incentivi al lavoro e alla produttività

Premi tassati al 5%, agevolazioni per chi si trasferisce per lavorare, misure che premiano chi produce valore. È un’impostazione moderna, orientata a far crescere il reddito reale attraverso il merito.

3. Imprese, investimenti e ZES

Rifinanziata la Nuova Sabatini, estesi i crediti d’imposta nelle Zone Economiche Speciali, accelerazione sulla banda ultralarga: pilastri indispensabili per far crescere il tessuto produttivo e attrarre capitali.

4. Ritorno alla sostenibilità fiscale

La scelta di riportare i bonus edilizi a livelli normali elimina una gigantesca fonte di deficit. Le finanze pubbliche tornano su un sentiero prevedibile: meno fuochi d’artificio, più responsabilità.

È una manovra sobria, forse poco spettacolare, ma certamente la meno pesante per i conti italiani degli ultimi dieci anni.

II. Il confronto: gli ultimi governi e la stagione degli sprechi

Per capire il cambio di passo, basta guardare alle manovre precedenti.

Il Conte I e II: l’epoca della spesa illimitata

Durante i due governi Conte, tra reddito di cittadinanza, bonus improvvisati, misure prive di verifiche e strumenti tecnologici inutilizzati, l’Italia ha visto una delle più grandi espansioni della spesa pubblica mai registrate in tempo di pace.

A ciò si sono aggiunti:

Superbonus 110% senza tetti né controllo dei prezzi
Cashback e lotteria scontrini
Spesometro di emergenza
Interventi disordinati su mascherine, ventilatori, app e forniture

Il risultato è stato un aumento del debito pubblico senza precedenti e un’inflazione normativa devastante per imprese e cittadini.

Il governo Draghi: ritorno alla razionalità, ma eredità pesantissima

Draghi ha tentato di stabilizzare i conti e costruire riforme legate al PNRR. Tuttavia, ha dovuto muoversi nel pantano contabile generato prima: molte risorse erano già bruciate.

La Manovra 2025: discontinuità

Niente mance elettorali. Niente bonus esplosivi.
Solo misure mirate, verificabili, compatibili con una crescita reale e non drogata dalla spesa pubblica.

III. Il “conto Conte”: quasi 300 miliardi di spesa opaca e inefficace

Qui entra in gioco il punto politico più forte.

L’immagine che circola sui social — e che riportiamo come elenco di spesa percepita come inefficace dall’opinione pubblica — evidenzia alcuni esempi emblematici delle misure simbolo di quei governi:

3 milioni ventilatori fallimentari
10 milioni siringhe “lock” inutilizzate
100 milioni App Immuni
215 milioni bonus monopattino
324 milioni banchi a rotelle
400 milioni per le primule vaccinali mai utilizzate
1,2 miliardi mascherine difettose
2,4 miliardi bonus vacanze
3 miliardi nuova Alitalia (ITA)
4,7 miliardi cashback e lotterie collegate
30 miliardi reddito di cittadinanza
250 miliardi superbonus e affini

Questa non è una lista giudiziaria, ma un elenco politico.
Rappresenta la percezione — fondata su atti pubblici e cifre di bilancio — che in quella stagione si siano bruciati capitali immensi con ritorni minimi per il Paese.

Dove erano gli organi di controllo? Come è stato possibile spendere somme così enormi senza verifiche preventive, senza gare efficaci, senza monitoraggi sul rapporto costo/beneficio?

La domanda politica è inevitabile:
Chi ha beneficiato di quei soldi?
È un interrogativo che merita trasparenza, non accuse gratuite:

Elenchi dei fornitori
Gare
Ribassi d’asta
Controlli dei prezzi
Performance degli strumenti acquistati
Report di impatto

La mancanza di trasparenza pesa ancora oggi sui conti pubblici.

Sezione Bonus – La sinistra che festeggia a New York: un trionfo prematuro

Schlein, Fratoianni e Bonelli hanno salutato con entusiasmo l’elezione del nuovo sindaco di New York come una svolta “progressista”.
Ma chi conosce la realtà economica americana sa che:

aumenti fiscali massicci
controllo dei prezzi
espansione incontrollata della spesa sociale
tolleranza zero verso la polizia
restrizioni alle grandi aziende

sono un mix che ha portato in passato New York al collasso, alla fuga dei capitali e alla crisi urbana più dura dagli anni ’70.

Se il nuovo sindaco attuasse davvero quel programma, l’esito sarebbe inevitabile:
crollo delle entrate fiscali, aumento della criminalità e perdita di competitività globale.
Festeggiare senza conoscere il contesto fa parte del folclore di una sinistra che guarda sempre all’estero come a un sogno da imitare, salvo ignorare le conseguenze.

Conclusione

La Manovra 2025 non sarà perfetta, ma segna un cambio di mentalità:
meno sprechi, meno bonus folli, più responsabilità.
E soprattutto dimostra una verità inconfutabile:
l’Italia non può permettersi un altro Conte.

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