Delega digitale, svolta nell’accesso ai servizi pubblici: familiari e persone di fiducia potranno operare al posto dei cittadini

Una riforma destinata a incidere profondamente sul rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione si avvia verso la fase operativa: è la cosiddetta delega digitale, strumento che consentirà anche a chi è privo di identità digitale di accedere ai servizi online attraverso persone di fiducia.

Il nuovo sistema, previsto da uno schema di DPCM sul quale il Garante per la protezione dei dati personali ha già espresso parere favorevole, è in attesa degli ultimi passaggi formali – firma e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – per entrare definitivamente in vigore, in linea con gli obiettivi di digitalizzazione fissati dal PNRR.

La finalità della misura è chiara: rendere effettivo l’accesso ai servizi pubblici digitali anche per le fasce di popolazione meno avvezze alla tecnologia, come anziani o soggetti fragili. In concreto, chi non dispone di SPID o Carta d’identità elettronica potrà autorizzare un delegato a operare per proprio conto su piattaforme fondamentali, come quelle dell’INPS, dell’Agenzia delle Entrate o del Fascicolo sanitario elettronico. Si tratta di una risposta a criticità diffuse nella pratica quotidiana, dove spesso familiari e caregiver si trovano a gestire procedure complesse senza strumenti formali adeguati.

Elemento qualificante della riforma è la creazione di una piattaforma nazionale per la gestione delle deleghe, affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il nuovo modello supera l’attuale frammentazione, introducendo un sistema uniforme e interoperabile tra le diverse amministrazioni. Tra le principali caratteristiche operative:

  • ogni cittadino iscritto all’Anagrafe nazionale potrà designare fino a due delegati;
  • anche i delegati dovranno risultare registrati nel sistema anagrafico;
  • la delega potrà avere validità trasversale su più servizi e amministrazioni.

Il legislatore ha previsto criteri rigorosi per l’individuazione dei delegati, al fine di garantire sicurezza e prevenire abusi. In particolare:

  • il delegato dovrà essere titolare di un’identità digitale attiva (SPID o CIE) con adeguati livelli di sicurezza;
  • ciascun soggetto potrà ricevere fino a cinque deleghe, salvo eccezioni legate a ruoli familiari o di tutela;
  • l’attività dovrà essere svolta esclusivamente a titolo personale.

Restano escluse, invece, le deleghe conferite a professionisti, intermediari o patronati, nonché quelle connesse ad attività imprenditoriali o professionali.

Il sistema prevede diverse modalità di attivazione, pensate per adattarsi alle esigenze dei cittadini:

  • online, tramite portale dedicato, con accettazione del delegato entro 30 giorni;
  • da remoto assistito, riservato a over 65 e persone con disabilità, con verifica tramite operatore;
  • presso gli sportelli comunali, con possibilità, in casi particolari, di intervento diretto del delegato.

La delega avrà durata massima di due anni, con possibilità di revoca o modifica in qualsiasi momento, oltre alla cessazione automatica in specifiche circostanze (ad esempio, raggiungimento della maggiore età).

Un aspetto centrale del nuovo impianto riguarda la sicurezza. Tutte le operazioni effettuate dal delegato saranno tracciate e consultabili, mentre il delegante riceverà notifiche sugli accessi e sulle attività svolte. Sarà inoltre disponibile uno storico completo, a garanzia di trasparenza. Non tutti i servizi saranno integralmente delegabili: ciascuna amministrazione dovrà classificare le proprie prestazioni distinguendo tra servizi pienamente delegabili, parzialmente delegabili o esclusi. In alcuni casi, il delegato potrà limitarsi alla sola consultazione. Particolare attenzione è riservata ai dati sanitari: l’accesso completo sarà consentito solo a soggetti qualificati (come genitori o tutori), mentre per i delegati ordinari saranno previste limitazioni, soprattutto per le informazioni più sensibili.

La delega digitale si inserisce in un più ampio disegno di rafforzamento della sicurezza informatica. Tra le novità correlate figurano:

  • l’obbligo per i gestori SPID di verificare eventuali duplicazioni di identità;
  • l’introduzione, nell’Anagrafe nazionale, di una sezione dedicata agli strumenti digitali del cittadino, comprese deleghe e domicilio digitale.

Misure che puntano a incrementare l’affidabilità del sistema e a prevenire utilizzi impropri.

L’attuazione della delega digitale rappresenta un passaggio significativo nel processo di modernizzazione della Pubblica Amministrazione italiana. L’introduzione sarà progressiva, poiché non tutti i servizi saranno immediatamente disponibili. Tuttavia, l’impatto potenziale è rilevante: lo strumento mira a colmare il divario digitale che ancora caratterizza il Paese, facilitando l’accesso ai servizi online e semplificando la gestione delle pratiche quotidiane. Per una parte consistente della popolazione – in particolare anziani e cittadini meno digitalizzati – si prospetta un cambiamento concreto, capace di rendere più accessibile, sicuro ed efficiente il rapporto con le istituzioni.

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