Italia in super zona rossa nazionale: il piano del Governo

Una super zona rossa nazionale di 3-4 settimane, con uscite consentite solo per motivi di lavoro, salute e necessità o per fare il vaccino, weekend blindati e orario di coprifuoco anticipato. Questa la direzione suggerita dal Cts a ridosso dell’entrata in vigore del Dpcm, che potrebbe mostrarsi inadeguato a fronteggiare la nuova ondata dell’epidemia.

La super zona rossa non sarebbe solo una misura di contenimento (in Italia nelle ultime 24 ore sono stati registrati più di 20mila nuovi casi e il tasso tamponi-positivi è in aumento) per abbassare la curva dei contagi, ma servirebbe anche per organizzare al meglio la vaccinazione di massa. Il piano prevede infatti di somministrare tutte le 26 milioni di dosi di vaccino in arrivo in Italia da qui a fine aprile. “Entro l’estate tutti gli italiani saranno vaccinati”, ha annunciato Speranza.

Non è ancora chiaro se il Governo emanerà nuove misure restrittive nazionali in aggiunta a quanto previsto dal nuovo Dpcm in vigore fino al 6 aprile.

Potrebbe essere decisiva la riunione straordinaria di oggi tra i ministri Speranza e Gelmini con il capo del Cts Agostino Miozzo e il commissario per l’emergenza Giuseppe Figliuolo. Dopodiché si attende il vertice tra Draghi e la cabina di regia per decidere il da farsi.

Dall’incontro potrebbero uscire diverse soluzioni, la più drastica delle quali prevede una zona rossa di tre o quattro settimane per abbassare la curva e implementare l’immunizzazione.

Un’altra ipotesi, già tirata in ballo nei giorni scorsi, è che vengano presi di mira i weekend e i giorni festivi, con Matteo Salvini che aveva commentato “Un lockdown a Pasqua? Sarebbe irrispettoso per gli italiani”. Inizialmente ipotizzato come un «mini-lockdown delle feste», come già successo a Natale, lo scenario è tornato in auge in queste ore, preso atto che il Paese nella morsa delle varianti è entrato nella terza ondata.

Qualora invece i dati dovessero mostrarsi meno preoccupanti, la scelta potrebbe andare verso una zona arancione nei fine settimana o un coprifuoco anticipato in tutta Italia.

Prima di arrivare alla drastica soluzione lockdown, però, l’esecutivo potrebbe optare per un inasprimento dei controlli e una stretta nel weekend. A dettare la linea da seguire sarebbe dunque la circolare del Viminale che invitava a prestare particolare attenzione ai luoghi della movida e alle zone più a rischio assembramento nel fine settimana

Stando alle fonti vicine al Governo, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro avrebbe avanzato l’ipotesi di anticipare l’orario di coprifuoco alle 20 in tutte le regioni, tranne quelle della zona bianca. Ma questa misura sarebbe l’ennesima stangata sulle attività commerciali, che dovrebbero fare chiusura anticipata alle 19. Ragion per cui la decisione è stata rimandata.

Va evidenziato come ancora nessuna decisione sia stata presa, e ci muoviamo quindi nel campo delle ipotesi. Tutto dipenderà dall’evoluzione della curva epidemiologica nelle prossime settimane, come già confermato dal ministro della Salute Roberto Speranza martedì. In base a questo, il governo valuterà eventuali misure da adeguare.

Intanto, però, alcune Regioni esprimono forte preoccupazione in merito all’andamento della situazione epidemiologica e alla sempre più ampia circolazione della variante inglese: il Piemonte va verso la zona rossa. “Il rischio è piuttosto concreto”, ha detto l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi in un’intervista a Radio Veronica One. “Ci avviciniamo ai 250 positivi ogni 100mila abitanti, che è la soglia che fa scattare la zona rossa”. Allarme anche in Emilia Romagna, dove “l’arancione non basta più”, ha detto il governatore Bonaccini, pronto a misure più aspre.

E poi c’è il Friuli Venezia Giulia, con il presidente Massimiliano Fedriga che vorrebbe alzare il livello delle restrizioni poiché non si sente tranquillo in zona arancione.

Intanto, le misure che resteranno in vigore per il prossimo mese prevedono coprifuoco dalle 22 alle 5 in zona gialla, arancione e rossa. In zona bianca sono le ordinanze regionali a stabilire l’orario di ritorno a casa.

Per quanto riguarda le scuole, lezioni in presenza sospese per ogni ordine e grado in zona rossa, mentre in fascia gialla e arancione sono i presidenti delle Regioni a decidere le modalità della didattica.

Spostamenti tra regioni vietati anche in fascia gialla e bianca fino al 27 marzo: si viaggia solo per motivi di lavoro, salute, necessità o rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza. In zona arancione vige il divieto di uscire dal proprio Comune, e in zona rossa sono vietate le visite a casa di amici e parenti. Decade il divieto di asporto dopo le 18 in tutte le zone, ma solo per enoteche ed esercizi di commercio al dettaglio di bevande.

Nel weekend e nei giorni festivi e prefestivi i negozi all’interno dei centri commerciali restano chiusi fatta eccezione per tabacchi, edicole e librerie, farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici.

Dal 27 marzo solo in zona gialla riaprono i musei nel weekend e i teatri e i cinema, con capienza fino al 25%, massimo 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sale, con posti a sedere preassegnati e obbligo di mascherina e distanziamento.

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