Certificazione Unica 2021, c’è una nuova scadenza

Certificazione Unica 2021, novità sulla scadenza: la proroga, richiesta a gran voce dagli addetti ai lavori, è stata fissata al 31 marzo.

La nuova scadenza è valida sia per la consegna al percipiente che per l’invio all’Agenzia delle Entrate: rimane quindi valido lo stesso termine ultimo per entrambi gli adempimenti.

La proroga verrà assorbita dal DL Sostegni, la cui approvazione continua a farsi attendere. Per non trovarsi in prossimità della scadenza senza un rinvio ad hoc, il MEF ha giocato d’anticipo con il comunicato stampa del 13 marzo, con cui appunto anticipa una serie di rinvii di appuntamenti fiscali del provvedimento economico.

Le istruzioni e il modello di CU per il 2021 sono stati approvati con il provvedimento AdE del 15 gennaio.

Così come per il modello 730/2021, anche la Certificazione Unica 2021 assorbe le novità che hanno caratterizzato quest’anno di imposta, come l’entrata in vigore del taglio sul cuneo fiscale.

La Certificazione Unica si compone di tre parti, che vanno inviate all’Agenzia delle Entrate tramite intermediario abilitato oppure dal soggetto obbligato:

  • frontespizio, con le informazioni relative al tipo di comunicazione, i dati del sostituto, quelli relativi al rappresentante firmatario della comunicazione, la firma della comunicazione e l’impegno alla presentazione telematica;
  • quadro CT, nel quale si riportano le informazioni che riguardano la ricezione in via telematica dei dati relativi ai mod. 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate;
  • Certificazione Unica 2021, è la sezione principale in cui vengono riportati i dati fiscali e previdenziali relativi alle certificazioni lavoro dipendente, assimilati e assistenza fiscale e alle certificazioni lavoro autonomo, provvigioni, redditi diversi e i dati fiscali relativi alle certificazioni dei redditi relativi alle locazioni brevi.

Vediamo quali sono le altre novità in merito alla scadenza.

Con il comunicato stampa del 15 gennaio 2021 l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione versioni ufficiali delle dichiarazioni dei redditi del 2021 e della Certificazione Unica.Tra le novità più importanti come abbiamo anticipato c’è la scadenza unica sia per la trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate che per la consegna al percipiente.

La scadenza, inizialmente fissata per il 16 marzo, è slittata al 31 marzo per entrambi gli adempimenti: la notizia è stata data dal MEF col comunicato stampa del 13 marzo.

Il comunicato, oltre alla proroga della scadenza della certificazione unica, contiene il rinvio di numerosi appuntamenti fiscali, che entreranno a far parte del DL Sostegni.

Come precisato nelle istruzioni per la compilazione della Certificazione unica 2021, da pagina 34 e seguenti, in caso di contributi previdenziali e assistenziali trattenuti e versati dal sostituto che li ha poi dedotti dal reddito del dipendente/pensionato, è necessario, anche ai fini di una corretta elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, che nella CU venga evidenziata l’operazione svolta, compilando i punti 431 e successivi (con il codice 1 nel punto 432, 434 o 436) dell’apposita sezione “Oneri deducibili”.

Il 31 ottobre 2021 sarà il termine ultimo per trasmettere la CU che contiene redditi esenti o non dichiarabili tramite precompilata.

soggetti obbligati all’invio della CU 2021 entro i termini indicati sono:

  • coloro che nel 2020 hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenute alla fonte;
  • coloro che hanno corrisposto contributi previdenziali e assistenziali e/o premi assicurativi dovuti all’INAIL;
  • coloro che hanno corrisposto somme e valori per i quali non è prevista l’applicazione delle ritenute alla fonte ma che sono assoggettati alla contribuzione dovuta all’INPS;
  • titolari di posizione assicurativa INAIL;
  • tutte le Amministrazioni che operano come sostituto di imposta.
Anche la Certificazione Unica assorbe le novità protagoniste di questo particolare anno di imposta.

Il 1° luglio 2020 è infatti è entrato in vigore il taglio del cuneo fiscale, che in termini pratici si è tradotto in:

  • un trattamento integrativo in busta paga per i lavoratori dipendenti o assimilati con redditi fino a 28.000 euro;
  • un’ulteriore detrazione per gli stessi soggetti di cui sopra ma con redditi da 28.001 a 40.000 euro.

La Certificazione Unica 2021 accoglie il trattamento integrativo e l’ulteriore detrazione, la clausola di salvaguardia per l’attribuzione da parte del sostituto del bonus Irpef e del trattamento integrativo in presenza di ammortizzatori sociali, l’attribuzione del premio ai lavoratori dipendenti per il mese di marzo 2020, oltre che le detrazioni per gli oneri parametrate al reddito e l’indicazione delle somme restituite al netto delle ritenute.

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