Dobbiamo dire addio all’ora legale?

Dal 4 luglio al 16 agosto 2018, i cittadini di 28 paesi dell’Unione Europea hanno partecipato alle votazioni online riguardanti l’eliminazione del cambio d’ora legale. Nonostante si pensasse che molti non gradivano particolarmente questa ormai consolidata prassi, nessuno però si attendeva probabilmente un tale plebiscito.
L’84% dei votanti, infatti ha detto stop all’ora legale. La cosa bella è che i cittadini europei hanno dimostrato una sorprendente e piacevole omogeneità di pensiero. L’Unione Europea, prendendo atto della volontà dei cittadini, ha correttamente abolito l’obbligo per i vari Paesi membri di passare da un’ora all’altra: sarà ogni Stato dunque a decidere se rimanere con l’ora solare o adottare l’ora legale come fuso orario. E dal 2021, non ci saranno più spostamenti di lancetta all’interno della propria nazione. Ma non di tutte però.
Quando sono chiamati i cittadini a prendere le decisioni, alcuni governi, tra cui quello italiano, prontamente le disattendono! Infatti l’Italia, allora vi era ancora il governo Conte, depositò a Bruxelles una richiesta formale per mantenere intatta la situazione, senza variazioni.
Una decisione paradossale per certi versi, con un’Europa suddivisa in tanti fusi orari diversi poiché Francia, Germania, Finlandia, Lituania, Svezia ed Estonia hanno deciso di abrogare la modifica e non spostare più le lancette. Varcando la frontiera di Ventimiglia o del Brennero ci si troverà a dover portare avanti o indietro le lancette dell’orologio. Alcuni fan dell’ora legale parlano di risparmio. Ma dal 2004 al 2020 il risparmio è stato di 1,7 miliardi di euro. Poco più di 100 milioni all’anno.
Considerando che “l’operazione banchi a rotelle” dell’Azzolina è costata circa 300 milioni di euro, ecco che il risparmio sarebbe opportuno cercarlo altrove. Nei fatti rimane un ulteriore complicazione per i rapporti economici, commerciali e turistici tra i paesi dell’Unione Europea. Non solo, ma una frustrazione per i tanti europei che invece di vedersi uniti ed unificati avranno una maggiore sottolineatura delle differenze. Riassumendo, se lo chiede l’Europa i governi si allineano. Se lo chiedono gli europei, si deroga e si passa oltre. Eppure doveva essere il popolo il sovrano.
Comunque nella notte tra sabato 27 marzo e domenica 28 marzo, alle 02:00 in punto le lancette di tutti gli orologi si sposteranno in avanti di un’ora. Ma non di tutta Europa! Purtroppo!

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