Bidelli, tassisti, falegnami. I lavori più usuranti da considerare nella riforma pensioni

Il Governo si sta muovendo verso una riforma pensioni  che non rinuncia alla flessibilità, prevedendo  anticipi pensionistici mirati ad alcune categorie di lavoratori che ne hanno davvero bisogno. In questo senso  già l’anno scorso  è stata istituita una  Commissione istituzionale sui lavori gravosi, presieduta dall’ex ministro  del lavoro Cesare Damiano incaricata  dal Ministro Orlando di studiare un ampliamento dell’elenco dei lavori gravosi che già oggi consentono di andare in pensione con qualche anno di anticipo .

Il meccanismo, detto APE SOCIALE, già attivo da qualche anno,  prevede a 63 anni  la possibilità di avere un assegno ponte, pari alla pensione maturata ma è riservato solo ad alcune categorie di lavoratori:

  1. disoccupati che abbiano finito di percepire, da almeno tre mesi, la NASPI e abbiano 30 anni di contributi versati, inclusi i lavoratori con a contratto a termine, a condizione che nei tre anni precedenti la cessazione abbiano svolto lavoro dipendente per almeno 18 mesi.
  2.  lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo o secondo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave , con 30 anni di contributi versati ;
  3.  invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%, con 30 anni di contributi versati
  4. lavoratori dipendenti con 36 anni di contributi versati, che abbiano svolto (da almeno sei anni in via continuativa (sino al 31.12.2017) oppure per chi accede dal 2018, con almeno sette anni di attività gravosa negli ultimi dieci), un lavoro pesante o usurante, tra quelli elencati di seguito:

 La scelta si è basata su indici di infortuni e malattie professionali connesse con il tipo di mansione svolta  che risultassero superiori alla media

La lista dei  nuovi principali lavori gravosi  sarebbe  la seguente:

  • bidelli,
  •  tassisti, 
  • falegnami, 
  • conduttori di autobus e tranvieri, 
  • benzinai, 
  • lavoratori agricoli, 
  • macellai, 
  • panettieri,
  •  insegnanti di scuole elementari, 
  • commessi, 
  • cassieri, 
  • operatori sanitari qualificati, 
  • magazzinieri, 
  • portantini,
  •  forestali,
  • verniciatori industriali.

La proposta tecnica dovra essere comunque approvata dal Ministro del lavoro e portata poi al vaglio del Ministero dell’economia che definendo le risorse  effettivamente disponibili potrebbe mettere paletti piu stretti per la platea dei beneficiari. L’APE sociale con la riforma pensioni dovrebbe diventare una misura strutturale senza scadenza.

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