Riunione del centrodestra, Meloni precisa: «L’unità si costruisce nei fatti»

Il centrodestra si ricompatta con una riunione avvenuta oggi a Villa San Martino, ad Arcore, durante l’ora di pranzo. Secondo quanto racconta Secolo d’Italia, con Matteo Salvini c’era Roberto Calderoli, con Giorgia Meloni Ignazio La Russa. Presente immancabilmente Silvio Berlusconi. L’incontro è avvenuto per discutere di diversi temi, tra cui anche le elezioni in Sicilia. Il pranzo sarebbe stato a base di riso con melanzane, olive e pachino, branzino in crosta e gelato al pistacchio. Successivamente i leader di centrodestra hanno lasciato la Villa, in momenti diversi.

I primi a lasciare il vertice del centrodestra sono stati i leghisti, che dopo circa un’ora sono rientrati a Roma – ha fatto sapere l’ufficio stampa del Carroccio – per impegni già fissati. Uscendo dalla residenza del Cav, Salvini si è limitato a dirsi «molto soddisfatto» per il confronto di persona con Meloni e Berlusconi. «È un’ottima giornata», ha aggiunto Salvini, anche riferendosi all’incontro della Lega con i sindacati avvenuto in mattinata a Roma. Meloni e La Russa, invece, sono usciti da Arcore un’ora dopo.

«Il centrodestra è unito e se non fosse così perderemmo le elezioni. Solo un pazzo potrebbe pensare di mandare all’aria questa coalizione», ha detto Berlusconi al termine del vertice. «Si vince se si è uniti», ha aggiunto il leader di FI, spiegando che «per quanto riguarda le elezioni nazionali, abbiamo tutti convenuto che la prima cosa da fare è stendere un programma da far conoscere agli elettori. Ho distribuito il programma del 2018 e – ha proseguito il Cav – alla prossima riunione ciascuno porterà le proposte e le aggiunte».

Con una nota FdI ha chiarito, però, che «è sicuramente positivo essersi incontrati, ma l’unità della coalizione non basta declamarla. Occorre costruirla nei fatti». «Su 26 città capoluogo – prosegue il comunicato – sono solo 5, ma purtroppo importanti, le città in cui il centrodestra andrà diviso al primo turno, ma restano ancora diversi nodi aperti. A partire dalla non ancora ufficializzata ricandidatura del presidente uscente Nello Musumeci in Sicilia, su cui la personale dichiarata disponibilità di Silvio Berlusconi si è fermata di fronte alla richiesta di Matteo Salvini di ritardare l’annuncio del candidato».

 

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