Tra Conte e Grillo non c’è buon sangue. L’ex premier: “Grillo non segue la linea politica M5S”

Il Movimento 5 Stelle non è mai spiccato per la sua unità e compattezza. Ora l’ennesima frattura è quella procurata dalle parole dell’ex premier Giuseppe Conte che smentisce Beppe Grillo dicendo che quest’ultimo non ha espresso il pensiero dei pentastellati in merito alla questione Nato.  All’uscita di Palazzo Giustiniani, dove ha diretto i lavori del Consiglio nazionale del Movimento 5 Stelle, Conte ha esordito: «Come sapete, Grillo nel suo blog ospita anche valutazione di altri esperti. Ieri c’era un post articolato di questo esperto che però non sono la linea politica del Movimento». Il post faceva riferimento alla Nato. Sul blog del garante del Movimento è stato pubblicato l’intervento di un ex ambasciatore italiano che non è d’accordo con l’atteggiamento del suo Paese volto, a suo dire, ad accettare i “soprusi degli Stati Uniti”. Viene citata addirittura una “condizione di vassallaggio” dell’Italia nei confronti degli USA, con un contorno di critiche all’Onu.

Giuseppe Conte è fermamente risoluto sul fatto che non debbano essere inviate nuove armi all’Ucraina per difendersi dagli attacchi di Putin. «L’Italia non deve più fornire armamenti. Ci sono state già tre forniture, e adesso occorre che l’Italia spinga, in prima linea non da sola ma con gli altri Paesi europei, per una soluzione negoziale a questa guerra. Se non diamo una sterzata, non imprimiamo noi una svolta, rischiamo di avere un conflitto che non so quanto durerà. Noi questo non possiamo permettercelo». Poi l’invito al premier Mario Draghi di informare le Camere «sullo stato di evoluzione e sulle informazioni in suo possesso» e di avvertirlo delle sue intenzioni in merito all’invio di armi in Ucraina. La posizione dei 5 Stelle è quella di cercare un patteggiamento per porre fine al conflitto: «Noi siamo per una soluzione negoziale alla guerra».

Dopo tre mesi di morti, attacchi e distruzione, il Consiglio nazionale del Movimento 5 Stelle ora chiede che in Parlamento ci sia un confronto tra tutte le forze politiche, “con la possibilità di pervenire a un atto di indirizzo del Parlamento che possa contribuire a rafforzare l’azione politica del Governo in tutti i consessi internazionali e a perseguire un indirizzo ampiamente condiviso dal Governo e dal Parlamento”. Questo è quello che si apprende da una nota M5S, in cui si precisa “di considerare non sufficiente, in base ai principi del nostro ordinamento democratico, il vaglio parlamentare che è stato effettuato in corrispondenza del c.d. ‘decreto Ucraina’, che risale ai giorni immediatamente successivi all’aggressione militare russa, e che non tiene conto dei mutamenti nel frattempo intercorsi e delle strategie che si stanno delineando anche a livello internazionale”.

CC

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