Terzo Polo: “Renzi? Assente dalla politica, si occupa di affari privati”

Che le acque fossero agitate era chiaro da giorni ma ciò che per lungo tempo è rimasto latente nel Terzo Polo ieri è venuto a galla. Dalle parti di Azione, un alto dirigente rimprovera Matteo Renzi di “inaccettabili tatticismi”: “Non vuole prendere l’impegno a sciogliere Italia Viva e a finanziare il nuovo soggetto e le campagne elettorali”. Fonti di IV parlano di un’offensiva “inspiegabile”: “Azione si è forse sciolta?”, si fa notare. Tra i due leader è ormai scontro frontale. A mettere la patata bollente nelle mani del presidente di IV è un dirigente di peso di Azione, secondo cui il comportamento di Renzi sarebbe “l’unico problema dirimente per la costruzione del partito unico dei liberal-democratici”: se l’ex premier non s’impegna a sciogliere la sua formazione politica, “il partito unico non potrà nascere”. La stessa linea emerge anche dalla riunione che Carlo Calenda convoca da remoto nel pomeriggio: i suoi sono d’accordo, non si va avanti senza un impegno formale della sponda opposta. Matteo Renzi non ci sta e ai suoi dice: “Se Calenda ha cambiato idea, lo dica. Secondo me è un errore politico ma chi vuol far saltare il partito unico si assumerà la responsabilità”. In ogni caso, la posizione del leader sembra non vacillare: “Abbiamo accettato tutte le richieste di Azione: tesseramento, tempi del congresso, mio passo indietro, nome di Calenda sul simbolo, soldi. Adesso andiamo avanti e si faccia il partito unico”, opinione condivisa da tutti i massimi esponenti di Italia Viva.

La questione che suscita più irritazione è quella dei finanziamenti. Il tesoriere Francesco Bonifazi ricorda che per le campagne elettorali Iv “ha contribuito in modo paritetico rispetto ad Azione, con oltre 1 milione e 200 mila euro”. Anche il 2×1000 “andrà ovviamente alla struttura legittimata dal congresso democratico”. Questione finanziaria archiviata, fonti parlamentari del partito avanzano piuttosto una lettura dello strappo legata alle regole congressuali: “Calenda potrebbe essere intimorito da un congresso che parta dai territori, dove IV è decisamente più strutturata”, una posizione di forza che potrebbe mettere in minoranza la compagine di Azione nell’espressione della leadership. I calendiani fanno sapere che “non è certamente una questione congressuale o di leadership, ma politica”: Assumendo la carica di presidente di Iv, Renzi “ha delegittimato anche il Comitato politico della federazione del Terzo Polo dove oggi non siede nessun rappresentante di IV in grado di prendere impegni”. Da Azione non mancano i riferimenti alle “assenze” dell’ex premier “dalle attività del Terzo Polo per occuparsi di affari privati, cui da ultimo si è aggiunto Il Riformista”, evento quest’ultimo che non ha fatto che accrescere le tensioni.

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