Frenata del Pil e aumento deficit per la manovra

L’economia cresce un po’ meno del previsto, ma almeno il fardello del Superbonus scaricherà tutti i suoi effetti sul 2023.

Tutti i numeri saranno nero su bianco nella Nota di aggiornamento al Def attesa in Consiglio dei Ministri.

Per chiudere la stesura della Nadef il governo attendeva solo il verdetto di Eurostat sul Superbonus: i crediti fiscali relativi a quest’anno vanno classificati “come ‘pagabili’ nel 2023“, significando che l’impatto sul deficit dei bonus attivati nel 2023 sarà solo sul 2023.

Per il 2024 il dato tendenziale, ovvero la base di partenza per calcolare la stima del Pil programmatico, si aggirerebbe invece intorno all’1%, dall’1,4% stimato nel Def. Osservato speciale è anche il debito, cui guarda con attenzione il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, preoccupato per l’effetto della stretta sui tassi e i 14-15 miliardi di interessi tolti alle possibili risorse per il prossimo anno. L’obiettivo è proseguire sul sentiero di riduzione.

La cornice della Nadef è solo il punto di partenza per la Legge di bilancio 2024.

Si guarda ad una manovra leggera rispetto agli anni passati: la base di partenza sarebbe di 20 miliardi, che potrebbero arrivare a 22-23. Oltre al tesoretto in deficit la caccia alle risorse è ad ampio raggio. Si va dalla tassa sugli extraprofitti delle banche, che secondo gli analisti potrebbe dare un incasso di 1,5-2,2 miliardi, fino al Lotto, con la possibilità di una nuova gara per assegnarne la gestione che potrebbe far arrivare in cassa fino a 800 milioni.

Si guarda anche alla riforma del fisco, dalla potatura delle tax expenditure che potrebbe garantire risorse fino ad 1 miliardo, al concordato preventivo biennale. Non si escludono nuove privatizzazioni, mentre rispunta l’idea di qualche condono edilizio.

La spending review garantirà 300 milioni. C’è poi da valutare la sorte di plastic e sugar tax, pensate nel 2019 ma sempre rinviate: se si decidesse di farle scattare sarebbero un incasso, altrimenti finiranno alla voce costi. La mole delle risorse consentirà di definire meglio il menù delle misure, dove al momento sono sicuri il taglio del cuneo fiscale e le misure per la natalità e le famiglie: per tutto il resto, dalle pensioni alla sanità, dalla riduzione delle aliquote Irpef alla detassazione delle tredicesime, fino all’una tantum per la P.Iva, c’è da attendere.

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