Salvini forza la mano sul Ponte

La Lega alza i toni nella maggioranza, Giorgia Meloni rivendica di aver fin qui “concentrato le risorse sui redditi medio bassi” mentre con cadenza quotidiana Matteo Salvini rilancia lo stanziamento per il Ponte sullo Stretto

Nel calcolo per le coperture sono inclusi i 14 in deficit portati in dote dalla Nadef e i 2 che i ministeri hanno il mandato imperativo di tagliare. “Con la Nadef si certifica che la propaganda del Governo è finita da un pezzo”, attacca il leader del M5S Giuseppe Conte; per Elly Schlein il centrodestra “non riuscirà a mantenere le promesse che ha fatto”.

Per avviare i lavori basterebbero un centinaio di milioni in spesa corrente, il resto dovrebbe rientrare nel capitolo investimenti. Una fonte di Governo riferisce che alla fine sarà il titolare del Mef a decidere come procedere, visto che l’accordo fin qui era di utilizzare parte dei Fondi per lo sviluppo e la coesione di Sicilia e Calabria e poi risorse nazionali.

Giorgetti ha ribadito ai Ministri la necessità che tutti partecipino ai tagli previsti dalla spending review attesa per il 10 settembre: solo tre ministeri avrebbero rispettato quella scadenza, gli altri hanno una ventina di giorni di tempo, altrimenti, ha chiarito il Ministro, quando sarà l’ora sarà lui a procedere al posto loro, con l’obiettivo di risparmiare 2 miliardi di euro nel 2024.

“Mi avete fatto richieste per 82 miliardi”, ha inoltre contestato la premier ai ministri, evidenziando la sproporzione fra i desiderata e le risorse disponibili, poche e da indirizzare con attenzione. Il messaggio è quello di puntare a soluzioni concrete senza inseguire il consenso.

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