Un beneficio in busta paga fino a 120 euro in più al mese per i redditi medio-bassi: potrebbe essere questo l’effetto combinato del taglio del cuneo fiscale e della nuova Irpef a tre aliquote che il Governo punta a inserire in manovra, una doppia mossa destinata ad assorbire praticamente tutti i 14 miliardi del tesoretto ricavato in deficit con la Nadef; è una direzione che la stessa premier Giorgia Meloni rivendica come una sua “scelta politica
Sul tavolo c’è già un nuovo intervento sull’assegno unico, che nella prima legge di bilancio è stato aumentato per il primo figlio e poi dal terzo figlio in poi fino a tre anni e successivamente anche in modo forfettario e strutturale per le famiglie numerose.
Si studiano anche una serie di altre misure, dagli aiuti con le famiglie con tre figli, che potrebbero passare attraverso un azzeramento dell’Irpef per i nuclei più numerosi, alle agevolazioni per chi assume le mamme. L’altro pilastro della manovra sarà la conferma anche per il 2024 del taglio del cuneo fiscale già in vigore da luglio (7 punti in meno per i redditi fino a 25mila euro e 6 per quelli fino a 35mila), che il Governo punta ad associare alla rimodulazione dell’Irpef da 4 a 3 aliquote.
Si partirà dai redditi più bassi, accorpando i primi due scaglioni con un’unica aliquota al 23%. I calcoli sono ancora in corso, ma l’obiettivo è “agire in modo congiunto”, spiega il viceministro dell’Economia Maurizio Leo che stima “un vantaggio mensile di circa 120 euro”. Una doppia mossa necessaria, per evitare che i benefici del taglio del cuneo vengano poi erosi dalle tasse.
