Maduro, tra farsa e tragedia: il Venezuela in ostaggio di un uomo ridicolo e pericoloso

Di Andrea Franchi

Ho assistito in diretta su YouTube alla conferenza stampa di Nicolás Maduro, e posso dirlo senza esitazione: è stata la più ridicola e insulsa che abbia mai visto in vita mia. Uno spettacolo grottesco, dove un dittatore allo sbando ha cercato di mascherare la rovina del suo Paese con un miscuglio di propaganda, accuse infondate e momenti degni di una parodia.

Maduro ha alternato citazioni di cacicchi e miti indigeni a un racconto surreale del narcotraffico basato non su rapporti di intelligence, ma su una serie televisiva: “Pablo Escobar – ElPatrón del Mal”. Il capo di Stato che si appella a Netflix come fonte storica: un’immagine che da sola basta a spiegare il livello del personaggio.

Dal ridicolo alla calunnia il passo è stato brevissimo. In diretta mondiale, Maduro ha accusato il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, di collusione con la mafia albanese e traffico internazionale di droga. Un delirio diffamatorio senza prove, che rivela la strategia del fango tipica di chi, non avendo risultati da mostrare, inventa nemici ovunque per distrarre il popolo dalla miseria quotidiana.

E la miseria, in Venezuela, è la regola. Mentre Maduro dipinge un Paese in crescita e prosperità, la realtà è quella di un’economia collassata, un’inflazione tra le più alte al mondo, stipendi da fame e cittadini costretti a rubare persino farmaci generici nelle farmacie pur di curarsi. Altro che boom economico: il Venezuela è allo stremo.

Come se non bastasse, Maduro ha esibito con orgoglio la sua “milizia popolare”: otto milioni di cittadini pronti a difendere la patria. In realtà, un’armata tragicomica di pensionati e contadini ultrasessantenni, male equipaggiati e peggio addestrati. Un esercito di carta, spacciato come forza patriottica, che fa sorridere più che incutere timore.

Ma dietro la farsa si nasconde la tragedia. Perché Maduro non solo mantiene legami con narco-regimi e reti criminali, ma ha anche rivendicato territori appartenenti alla Guyana, spingendo il Venezuela sull’orlo di una guerra regionale.

Ridicolo, insulso, ma pericoloso. Maduro non è soltanto un dittatore folcloristico che cita serie tv in conferenza stampa. È l’uomo che ha portato il Venezuela al disastro totale e che ora, pur di restare a galla, è disposto a trascinare un intero continente nell’instabilità.

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