Il chiarimento interpretativo del Ministero del Lavoro, recepito dall’INPS, ridefinisce l’ambito applicativo dell’incentivo previsto dal Decreto Coesione, rafforzando le politiche di sostegno all’autoimpiego giovanile e alla transizione digitale ed ecologica.
Nel contesto delle politiche attive del lavoro finalizzate alla riduzione della disoccupazione giovanile e al rafforzamento della competitività del sistema produttivo nazionale, il legislatore ha progressivamente orientato l’intervento pubblico verso strumenti di incentivo all’autoimpiego. In tale cornice si inserisce il Decreto Coesione (d.l. n. 60/2024), che rappresenta uno degli assi portanti della strategia governativa volta a favorire l’imprenditorialità giovanile, con particolare riguardo agli investimenti ad alto contenuto innovativo e sostenibile nelle regioni del Centro-Nord.
A seguito della fase iniziale di applicazione della misura, il Bonus Giovani Imprenditori è stato oggetto di un rilevante intervento interpretativo che ne ha significativamente ampliato la portata soggettiva, incidendo in modo diretto sull’assetto originario dei beneficiari.
L’apertura al lavoro autonomo professionale
Con il messaggio INPS n. 270/2026, l’Istituto previdenziale ha recepito un chiarimento fornito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, riconoscendo espressamente l’accesso al beneficio anche ai liberi professionisti under 35. Tale orientamento supera l’impostazione iniziale, che sembrava limitare l’incentivo alle sole attività imprenditoriali formalmente iscritte al Registro delle Imprese.
La scelta interpretativa si fonda su una lettura evolutiva delle finalità del Decreto Coesione, che individua nella transizione digitale ed ecologica un processo trasversale, non circoscrivibile alla dimensione industriale in senso stretto. In questa prospettiva, le professioni intellettuali, tecniche e consulenziali assumono un ruolo centrale nel supporto all’innovazione, alla sostenibilità e alla modernizzazione del tessuto economico nazionale.
Al fine di garantire l’effettività dell’estensione soggettiva della misura, è stata disposta una riapertura straordinaria dei termini per la presentazione delle domande, prevista dal 31 gennaio al 2 marzo 2026, riservata esclusivamente ai liberi professionisti in possesso dei requisiti normativamente richiesti.
Struttura dell’incentivo e condizioni di accesso
Sotto il profilo economico, il Bonus si sostanzia in un contributo mensile pari a 500 euro, riconosciuto per un periodo massimo di trentasei mesi, con natura di incentivo a fondo perduto destinato a sostenere la fase di avvio dell’attività. Come chiarito dalla Circolare INPS n. 148 del 28 novembre 2025, la misura è finanziata anche attraverso risorse europee, nell’ambito del Programma Nazionale “Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027”.
L’accesso al beneficio è subordinato al possesso di specifici requisiti soggettivi. In particolare, il richiedente deve non aver compiuto il trentacinquesimo anno di età al momento dell’avvio dell’attività e deve risultare in stato di disoccupazione formalmente certificato. Per quanto concerne i liberi professionisti, l’inizio dell’attività è individuato nella data di apertura della partita IVA, che deve collocarsi nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
Settori strategici e rilevanza della classificazione ATECO
Un ulteriore elemento qualificante della disciplina riguarda l’individuazione dei settori economici ammessi al beneficio, selezionati in funzione del loro impatto sullo sviluppo tecnologico e sostenibile del Paese. L’Allegato 1 alla Circolare INPS n. 148/2025 contiene l’elenco dettagliato dei codici ATECO rilevanti, includendo ambiti che spaziano dalla manifattura ad alto valore tecnologico ai servizi di informazione e comunicazione, fino alle attività professionali specialistiche funzionali alla transizione green.
La corrispondenza tra l’attività effettivamente esercitata e il codice ATECO dichiarato assume un rilievo decisivo, in quanto costituisce lo strumento attraverso cui l’Amministrazione indirizza le risorse pubbliche verso comparti in grado di generare occupazione qualificata, innovazione e crescita sostenibile nel medio e lungo periodo.
Aspetti procedurali e sistema dei controlli
Dal punto di vista amministrativo, l’INPS ha provveduto all’adeguamento delle proprie piattaforme telematiche al fine di consentire la gestione delle istanze presentate dai liberi professionisti. Questi ultimi, non essendo soggetti all’obbligo di iscrizione camerale, sono tenuti a dichiarare autonomamente la data di avvio dell’attività mediante i canali digitali istituzionali.
Sul piano contabile, l’Istituto ha individuato specifici capitoli di bilancio dedicati alla misura, garantendo l’erogazione del contributo attraverso procedure di pagamento accentrato. Contestualmente, la verifica dello stato di disoccupazione avviene mediante l’interconnessione delle banche dati INPS e del Ministero del Lavoro, rendendo essenziale la preventiva regolarizzazione della posizione del richiedente presso i servizi per l’impiego.
L’estensione del Bonus Giovani Imprenditori ai liberi professionisti si configura, in conclusione, come un passaggio di particolare rilievo nell’evoluzione delle politiche pubbliche in materia di lavoro e sviluppo, segnando il riconoscimento formale del ruolo strategico del lavoro autonomo professionale nel processo di modernizzazione dell’economia italiana.
