Tra le istituzioni di Bruxelles sul bilancio pluriennale europeo è accordo sul Recovery Fund. Il piano, vagliato per oltre 10 settimane, si prepara ora alla sfida principale: la ratifica dei 27 Paesi dell’Unione Europea. Sarebbero 750 miliardi di prestiti e sussidi, le risorse stanziate per affrontare l’emergenza. Il Parlamento ha aumentato di 15 miliardi i programmi Ue, nello specifico con un incremento di circa 4 miliardi per Horizon Europe, 2,2 miliardi in più per Erasmus, 3,4 miliardi per la sanità, 1,5 miliardi in più per la gestione delle frontiere esterne e un miliardo extra per InvestEU. I fondi aggiuntivi derivano per una parte consistente da multe Ue per la concorrenza sleale. L’accordo include anche le risorse proprie, ovvero le imposte il cui gettito va a finire nel bilancio europeo. Dalla plastic tax, da introdurre nel 2021, a un adeguamento del sistema di scambio delle quote di emissione di carbonio (ETS) a partire dal 2023. Anche le imprese digitali sarebbero coinvolte, con un prelievo da queste ultime (a partire dal 2024), nonché un’imposta sulle transazioni finanziarie (ITF) e un contributo legato al settore delle imprese che potrebbe partire nel 2026.
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