Magdi Cristiano Allam, la cui battaglia all’Islam radicale è diventata una ragione di vita, ha ricevuto ieri mattina una intimidazione molto grave: “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda. Murted”. Una vera e propria condanna a morte, che ha costretto il politico egiziano a rivolgersi al Ministro dell’Interno. A lui chiede di adeguare le misure di protezione, che lo Stato gli accorda da 18 anni, al livello delle condanne a morte sentenziate da musulmani residenti in Italia “apparentemente insospettabili”, ma che dimostrano palesemente di non aver timore nel compiere un gesto estremo nei suoi confronti. L’accusa specifica è di essere un “murted”, cioè un apostata, un musulmano che ha rinnegato l’islam.
Magdi Cristiano Allam ha spiegato sui social che, nel Corano, l’apostata è un condannato all’inferno per l’eternità, e Maometto ha ordinato la condanna a morte dell’apostata. La frase “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda” non è formulata a caso: solo sgozzando e decapitando l’apostata, recidendo la testa dal corpo e dissanguandolo fino a toglierli lo spirito vitale, si renderà impossibile la sua ricomposizione e l’ascesa nel Paradiso di Allah.
Non so chi sia il terrorista islamico che mi ha condannato a morte per apostasia e che non vede l’ora di sgozzarmi. Ma so che potrebbe essere un musulmano qualsiasi che ottempera letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Così come era un semplice cameriere tunisino di 56 anni che lo scorso 8 ottobre nei pressi di “Piazza dei Miracoli” a Pisa per due volte mi ha pubblicamente condannato urlando “Sei un venduto!”, e poi ha scandito l’appello “Viva l’islam”. Il “venduto” è sempre l’apostata, chi ha tradito l’islam e di conseguenza si è venduto ai nemici dell’islam, nella convinzione che l’islam sia l’unica vera religione e tutte le altre religioni siano miscredenze da condannare e i loro adepti da ripudiare, odiare e uccidere.
L’invito di Magdi Cristiano Allam è a non trascurare, soprattutto da parte dei magistrati, la gravità della condanna a morte per apostasia e a non sottovalutare la presenza di musulmani apparentemente “innocui”, ma che potrebbero rivelarsi soggetti molto pericolosi per l’intera comunità.
CC
