Spari a Termini, legali pagati al clandestino e non all’agente. FdI: inaccettabile

Scoppiano le polemiche dopo l’episodio di sabato pomeriggio a Roma dove un ghanese con un coltello a Termini è stato fermato dalla polizia con un colpo di pistola. Ferito all’altezza dell’inguine il 44enne, clandestino, era stato trasportato in ospedale al Policlinico Umberto I in codice rosso ma ora è stato operato per la rimozione del proiettile e non è in pericolo di vita.

 

«Sparare no – scrive su Twitter Rita dalla Chiesa -. Anche se il tizio era chiaramente un grosso pericolo per chi era li’. Ma non c’era un altro modo per bloccarlo? Comunque… dalla parte delle Forze dell’Ordine sempre». A difesa dell’agente non mancano le risposte al tweet. «Delude molto questo tuo pensiero Rita. Molto. Significa ignorare completamente in che condizioni versano le forze di polizia ogni giorno. E giudicare situazioni in cui non si ha neanche la minima idea di cosa di prova» commenta Victor. Gli fa eco Vincenzo S: «Sparare sì, il poliziotto lo ha fatto con perizia e attenzione. Le munizioni in dotazione, con proiettile a ogiva, non risultano devastanti se prendono organi non vitali, ma hanno forza cinetica per fermare minaccia. Alternativa: taser (che però può essere letale per cardiopatici)».

La Procura della Repubblica ha avviato un’inchiesta e c’è chi ipotizza un’indagine interna al Viminale per esaminare la condotta del poliziotto che ha sparato. Il ghanese avrà spese legali pagate, secondo le indiscrezioni. Fratelli d’Italia scrive sui social:

“Noi stiamo con i nostri uomini e le nostre donne in divisa”.
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