Variante Delta, Bassetti: basta panico e allarmismi. Decessi non cambiano

Basta terrorismo e, soprattutto, parlare di lockdown e zone rosse: «I vaccini funzionano eccome contro la variante Delta. Bisogna dirlo e ripeterlo. Gli studi parlano chiaro». Lo dice forte e chiaro Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive San Martino di Genova, che parlando con Libero della situazione Covid e della variante Delta in Gran Bretagna, aggiunge anche: «È vero che stanno aumentando i casi, ma le ospedalizzazioni e i decessi sono come prima: bassissimi. E questo perché i vaccini funzionano eccome contro la variante». E ancora: «chi parla di lockdown fa terrorismo psicologico. Non si deve pronunciare quella parola: non ha senso. Non ne parlano nemmeno in Inghilterra dove la variante Delta è largamente predominante. Nel Regno Unito hanno semplicemente rinviato delle riaperture, fine, altro che zone rosse e assurdità varie che sento in questi giorni! E chi dice che in Inghilterra la situazione continua a peggiorare non sa leggere i numeri, o non vuole».

Già, perché Bassetti, proprio analizzando i dati provenienti da Londra, smorza allarmismi e paure, dettate anche da una comunicazione che – diciamolo francamente – non aiuta certo la comprensione e la rassicurazione. E allora, partendo dal caso Gran Bretagna, il virologo asserisce con chiarezza: «Mi limito ad analizzare le informazioni che arrivano dal Regno Unito. E queste dicono che dà sintomi blandi, simili al raffreddore. Però attenzione, si parla soprattutto di giovani non vaccinati». Quindi è corretto dire che la variante indiana è molto più pericolosa solo se non si è vaccinati? «Ecco, questo sì». E allora vediamo come funzionano le immunizzazioni sull’ultima mutazione del virus. Ed è sempre Bassetti a spiegarcelo.

«Pfizer e Moderna – spiega il virologo ligure – ancor prima del richiamo, arrivano a coprirla fino al 90%. Astrazeneca al 75: c’è un lavoro scozzese pubblicato su Lancet, che è una delle riviste scientifiche più prestigiose. Col richiamo c’è una riduzione del 95% di ricoveri e morti. Un rapporto inglese pubblicato qualche giorno fa ha confermato i dati: il richiamo con Astrazeneca innalza la copertura all’85% e con Pfizer e Moderna si arriva al 95. Rimane fuori un 5%, certo, ma è un rischio calcolato, è impossibile avere una copertura totale». Certo, aggiunge Bassetti, «in Italia, ad agosto, sarà la variante predominante, com’è successo con quella inglese tra febbraio e marzo. Sostituirà gli altri tipi di virus. È ragionevole pensare che quasi tutti i contagi verso la fine dell’estate saranno collegati alla Delta». Dunque, «dobbiamo continuare con la vaccinazione: ché è l’unico modo che abbiamo per combattere il virus. E bisogna arrivare all’85%, non più al 70, che era la soglia indicata inizialmente per l’immunità di gregge».

Non solo. «L’altro aspetto fondamentale – sottolinea il direttore della Clinica di Malattie Infettive San Martino di Genova – riguarda il sequenziamento e il tracciamento. In Italia sequenziamo appena l’1,5% dei tamponi positivi, mentre le linee guida europee indicano come base di partenza il 5 e come obiettivo il 10». La domanda, allora, Che Libero non manca di fare, diventa: possiamo arrivarci? «C’è un problema di fondo – replica Bassetti – noi negli ultimi vent’anni non abbiamo investito in ricerca e sviluppo medico-scientifico, quindi ci troviamo in difficoltà». Se ne deduce, a questo punto, che l’obiettivo del 10% potrebbe essere una chimera… «Non è che in un anno si possano creare dal nulla tutte queste competenze… Noi critichiamo gli inglesi – precisa Bassetti – ma loro al 10% ci sono da un pezzo». E allora: inutile sperare anche in un maggior tracciamento? «Be’, no, aspetti. Un conto è tracciare 10-15 mila contagi al giorno, com’era prima. Un altro quando sono meno di mille: significa che ogni Regione deve analizzare appena 40-50 tamponi. Se non siamo capaci non abbiamo capito proprio niente»…

Insomma, il succo è e resta, per Bassetti, lo stesso che ha sintetizzato il sindaco di Codogno, comune travolto dall’ondata iniziale, che esorta: «Cautela sì, ma basta ansie«. «Concordo – replica  prontamente il virologo –: guardia alta, ma paura no. La paura è cattiva consigliera. E poi, mi perdoni, se già a fine giugno ricominciamo con gli allarmi siamo messi male». «Però ripeto: questione di poche settimane e la variante Delta sarà la principale in quasi tutta Europa». Ma l’alfabeto greco ha altre 20 lettere, cosa ci dobbiamo apsettare? Che dopo la Delta arrivi anche la Epsilon e così via? Bassetti: «Ma certo: continueranno ad arrivarne»… (Secolo d’Italia)

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