Smart working nella Pa: le nuove regole per superare l’ambito emergenziale

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta,  si mostra propenso a superare l’ambito emergenziale finora applicato durante la pandemia del Covid -19. Ha infatti dato il via libera alle linee guida sullo smart working, istituendo nuove regole per il lavoro agile nella pubblica amministrazione.

Con le nuove regole, che faranno da ponte fino all’entrata in vigore dei contratti, sarà prevista la rotazione del personale che può usufruire del lavoro agile ma mantenendo una prevalenza dell’attività in presenza per ciascun dipendente.

L’amministrazione dovrà fornire la dotazione tecnologica adeguata garantendo il rispetto dei requisiti di sicurezza degli strumenti. Previsto il diritto alla disconnessione e la stipula di un accordo individuale sulla durata e la modalità dello svolgimento dell’attività fuori dalla sede di lavoro.

Si cambia approccio puntando su produttività e orientamento ai risultati e mantenendo quello che viene definito un equilibrio fra vita professionale e privata. Il testo firmato da Brunetta andrà ora in Conferenza Unificata: dopo il parere si applicheranno le regole per le 32mila amministrazioni pubbliche coinvolte. Vediamo quali sono le novità e cosa cambia nella Pa.

Pa, chi può aderire al lavoro agile e come

L’adesione al lavoro agile nella Pa sarà aperto a tutti, ma dovrà essere consensuale e su base volontaria. Vale per i lavoratori a tempo pieno e a tempo parziale, così come per i contratti a tempo determinato e indeterminato.

Per regolare lo smart working bisognerà stipulare un accordo individuale, con il singolo lavoratore. Ma con alcuni elementi obbligatori:

  • La durata dell’accordo: a termine o a tempo;
  • La modalità di svolgimento: quante giornate di lavoro in sede e a distanza;
  • Le modalità di recesso: il termine deve essere di almeno 30 giorni;
  • I tempi di riposo del lavoratore: non può essere inferiore rispetto a quelli in presenza;
  • La garanzia della disconnessione per il lavoratore;
  • L’esercizio del potere di controllo del datore sulla prestazione agile.

Le tecnologie in dotazione al lavoratore

L’amministrazione deve fornire la dotazione tecnologia idonea al lavoratore. Per le attività da remoto devono essere previste postazioni di lavoro – fornite dalla Pa – che garantiscano la protezione delle risorse aziendali a cui accede il lavoratore.

Bisogna anche assicurare l’aggiornamento continuo dei meccanismi di sicurezza e non è consentito l’utilizzo di un’utenza personale o domestica del personale per le attività ordinarie di servizio, fatta eccezione per singoli casi autorizzati.

Un’altra novità riguarda i dipendenti con cellulare di servizio: in questi casi deve essere prevista la possibilità di inoltrare la chiamata all’interno telefonico del proprio ufficio sul cellulare di servizio.

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