Legge di Bilancio 2022: testo aggiornato, attese altre modifiche

Attesa la votazione del nuovo disegno di legge di Bilancio 2022:  le Camere voteranno per la successiva conversione in legge.

Nell’attesa di conoscere le modifiche al testo della manovra che verranno apportate in Parlamento, non mancano le polemiche da parte di chi ritiene che la Legge di Bilancio 2022 non sia adatta a risolvere i problemi del Paese: tant’è che i sindacati confederali, ad accezione della UIL, hanno proclamato uno sciopero generale di otto ore nella giornata del 16 dicembre proprio per chiedere una maggiore attenzione da parte del Governo.

Vedremo se questa mossa avrà gli effetti sperati, nell’attesa della votazione da parte del Senato (quest’anno l’iter parlamentare è iniziato da Palazzo Madama) che dovrebbe esserci intorno al 21 dicembre. L’iter andrà seguito nel dettaglio, in quanto sono attese altre modifiche.

Nell’attesa di capire quali novità ci attendono, vediamo cosa dice il testo definitivo della Legge di Bilancio 2022, ossia quello approvato dal Consiglio del Ministri che conta 219 articoli. Testo che adesso dovrà essere approvato sia dalla Camera dei Deputati che dal Senato: c’è tempo per farlo fino al 31 dicembre 2021, pena il passaggio all’esercizio provvisorio del bilancio.

Legge di Bilancio 2022: le novità attese in Parlamento

Entra nel vivo il dibattito sul testo della Legge di Bilancio, anche perché è proprio al Senato che dovrebbero concentrarsi la maggior parte delle modifiche, visto il poco tempo che avrà a disposizione la Camera (qui arriverà non prima del 21 dicembre).

Sarà battaglia tra i vari partiti della maggioranza, in quanto ognuno vuole rivendicare dei successi: il Movimento 5 Stelle, ad esempio, spinge per eliminare il tetto ISEE dalla proroga del superbonus, così come punta a un ritorno del cashback di Stato nel 2022. La Lega vuole invece aumentare il fondo a disposizione per scongiurare l’aumento delle bollette e chiede di attingere dalle risorse stanziate per il reddito di cittadinanza.

E ancora: argomenti di discussione, dove quindi sono attese novità, sono la proroga delle cartelle, il patent box (il regime opzionale di tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di software protetti da copyright, brevetti industriali e marchi d’impresa), le pensioni e il reddito di cittadinanza.

In attesa di capire cosa può cambiare, ecco com’è oggi la Legge di Bilancio 2022.

Per la Legge di Bilancio 2022 c’è a disposizione un tesoretto maggiore rispetto ai 22 miliardi di euro risultanti dalla differenza tra il deficit tendenziale e programmatico certificata dall’ultima nota di aggiornamento al DEF. Nel Documento programmatico si parla infatti di 30 miliardi, cifra destinata alla riforma del Fisco e degli ammortizzatori sociali, come pure alla riforma delle pensioni e del reddito di cittadinanza.

Una cosa è certa: come confermato da Mario Draghi in conferenza stampa, si tratta di una Legge di Bilancio con la quale viene “continuata la politica espansiva” avviata in questi ultimi anni, con lo scopo di recuperare la mancata crescita del PIL e il relativo crollo, causato dallo scoppio della pandemia.

Riforma fiscale in Legge di Bilancio 2022

Mentre durante la pandemia l’obiettivo principale è stato quello d’immettere liquidità, così da dare a famiglie e imprese la possibilità di reagire alla crisi economica, l’urgenza per il 2022 è quella di abbassare le tasse, attuando una riforma fiscale ad ampio raggio invocata da diversi schieramenti politici.

Per il taglio delle tasse c’è a disposizione un fondo di 8 miliardi di euro. Bisognerà decidere su quali voci il Governo deciderà d’intervenire e questo lo sapremo solamente nelle prossime settimane. In ballo discussioni su IRPEFIRAP e Cuaf, ossia il contributo che le aziende versano per gli assegni familiari.

Nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri non ci sono ulteriori dettagli: in Cabina di regia non è stato trovato alcun accordo e se ne discuterà solamente una volta che la manovra arriverà in aula.

Legge di Bilancio 2022: risorse e obiettivi

Si tratta di una manovra espansiva, con la Legge di Bilancio 2022 che prevede una serie di misure – a vantaggio di cittadini e imprese – finalizzate a una crescita dell’economia, con l’obiettivo di recuperare quanto perso a causa della pandemia. A tal proposito, spiega il Ministro dell’Economia Daniele Franco, i livelli pre-Covid, anche in termini di occupazione, dovrebbero essere raggiunti dal secondo trimestre del 2022, con l’obiettivo poi di recuperare la mancata crescita di questi anni di pandemia.

Ampio spazio viene dedicato alla riforma del Fisco, con un taglio annunciato di IRPEF e IRAP.

Incentivi per le imprese

Si legge nella bozza del testo della manovra:

Al fine di assicurare continuità alle misure di sostegno agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese, l’autorizzazione di spesa è integrata di 180 milioni per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026.

Questa, dunque, è l’entità del rifinanziamento della Nuova Sabatini.

Previsti, poi 2 miliardi di investimenti per le infrastrutture e il Fondo di sviluppo e coesione, mentre altri 4 miliardi saranno destinati agli investimenti privati. Prevista poi la “proroga del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali Transizione4.0 e del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizioneecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative.”

Pensioni

Per quanto riguarda le pensioni si è deciso d’intraprendere la strada del compromesso. Intanto per il 2022 viene confermato l’addio a Quota 100 con al suo posto una Quota 102 che permetterà l’uscita a 64 anni di età e 38 anni di contributi.

Una misura che si rivolge a una platea molto ristretta, ossia solamente a coloro che nell’anno in corso non sono riusciti a raggiungere per poco i 38 anni di contributi richiesti per l’accesso a Quota 100. “Poche migliaia di persone”, fanno sapere i sindacati.

La promessa di Mario Draghi, però, è che non si ritornerà pienamente alla Legge Fornero. A tal proposito, questo ha garantito ai sindacati che a gennaio verrà istituito un tavolo di confronto per una riforma strutturale delle pensioni che possa garantire una maggiore flessibilità in uscita rispetto a oggi a partire dal 2023.

Per quanto riguarda l’Ape Sociale è prevista la proroga, ma con una novità. All’anticipo pensionistico possono accedere altre categorie di lavoratori, ossia le nuove professioni gravose individuate dall’apposita commissione presieduta da Cesare Damiano.

Proroga anche per Opzione Donna: potranno accedervi coloro che ne maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2021.

Altra novità della Legge di Bilancio 2022 è rappresentata da un fondo ad hoc che consentirà il pensionamento anticipato per i dipendenti di piccole e medie imprese in crisi che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni. Al fondo una dotazione complessiva di 600 milioni di euro (per tre anni); questo sarà reso operativo da apposito decreto del MISE.

Il contratto di espansione, scivolo pensionistico fino a cinque anni per favorire il turnover aziendale (con spese a carico dell’azienda), viene prorogato anche per 2022 e 2023 e vi potranno accedere le aziende con almeno 50 dipendenti (oggi il limite era pari a 100).

Assegno universale per i figli

Novità attese anche per le famiglie. Per il Governo Draghi, infatti, è arrivato il momento di riformare gli attuali bonus famiglia andando a riconoscere un solo strumento a tutte le famiglie. L’assegno universale per i figli, da non confondere con l’assegno unico partito a luglio in quanto questa è solo una misura “temporanea”, dovrà partire dal 1° gennaio prossimo, in sostituzione degli assegni al nucleo familiare, del bonus bebè, del premio nascita di 800 euro, del bonus terzo figlio e delle detrazioni per figli.

Bisognerà trovare un modo per procedere con questa riorganizzazione senza scontentare nessuno: non sarà semplice, ma dal Governo Draghi arrivano rassicurazioni sul fatto che con il passaggio all’assegno unico universale non ci sarà alcuna famiglia svantaggiata.

Va detto comunque che nella Legge di Bilancio 2022 non si parla di assegno unico. Questo tema, infatti, viene affrontato con l’apposito decreto attuativo che verrà approvato la prossima settimana.

Bonus casa

La Legge di Bilancio 2022 si appresta a rinnovare il superbonus, prorogando scadenza fino al 31 dicembre 2022 (quindi per altri sei mesi), anche per le abitazioni singole. Tuttavia, tra le novità, vi è l’introduzione di un tetto ISEE per beneficiarne che dovrebbe essere pari a 25.000 euro.

Prevista la proroga al 2023 riservata ai lavori in condominio e agli IACP, istituti autonomi delle case popolari.

Confermati anche altri bonus, come ad esempio il bonus mobili/elettrodomestici (ma con un taglio della spesa) o anche le agevolazioni per la prima casa acquistata da Under 36.

Previsto poi uno sconto sull’affitto per i giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni, a patto che abbiano un loro reddito. La detrazione è del 20% fino a 2mila euro, con limite di reddito pari a 15.493,71€..

Reddito di Cittadinanza

Secondo le previsioni, l’attuale stanziamento di risorse non è sufficiente per confermare a pieno il reddito di cittadinanza anche nel 2022. Mancano circa 800 milioni di euro, senza i quali scatterebbe il taglio della misura.

Scenario che il Governo Draghi, che già nei giorni scorsi ha resistito all’attacco di Lega e Italia Viva che si sono opposti a un rifinanziamento della misura, vuole assolutamente evitare e per questo motivo le risorse mancanti vengono stanziate in manovra, dove si parla di 1 miliardi di euro destinato alla misura per il sostegno al reddito delle famiglie.

Ma la Legge di Bilancio 2022 è importante perché è prevista anche una riforma del reddito di cittadinanza, con l’obiettivo di rivederne i requisiti di accesso e incentivare al lavoro coloro che rientrano nella platea dei cosiddetti occupabili.

Novità importante: al rifiuto della prima offerta di lavoro il Reddito di Cittadinanza subirà un taglio di 5,00€ al mese ma solamente per la quota riconosciuta agli occupabili, ossia a coloro che si trovano nella condizione di firmare il Patto di Lavoro. Esclusi dal taglio i nuclei con bambini di età inferiore ai tre anni come pure quelli con disabili gravi o non autosufficienti. Nessuna riduzione neppure per chi riceve meno di 300 euro (limite moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza). Nessun taglio appena uno dei componenti del nucleo inizia a lavorare.

Vengono riviste anche le norme riguardanti la cosiddetta offerta congrua, con il reddito di cittadinanza che decade già al secondo rifiuto (e non più al terzo come avviene oggi). E il reddito di cittadinanza decade anche per chi non si presenta almeno una volta al mese presso il centro per l’impiego.

Non c’è spazio, per il momento, per i Navigator, i quali sperano in una proroga del contratto di collaborazione in scadenza il 31 dicembre 2021.

Riforma delle politiche attive

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