L’aliquota ridotta dell’Iva viene estesa. Ieri il Consiglio dei ministri delle finanze dei paesi dell’Unione europea ha approvato la riforma dell’Iva che stabilisce un nuovo sistema flessibile di applicazione delle aliquote ridotte su beni e servizi all’interno dei paesi membri. Gli stati membri continueranno ad applicare un’aliquota Iva standard superiore al 15%. Tuttavia, ora avranno anche la possibilità di applicare due aliquote ridotte fino ad un minimo del 5% sui beni e servizi in un massimo di 24 categorie incluse nell’allegato III della nuova direttiva, che sarà pubblicata entro marzo 2022, dopo che il parlamento europeo avrà espresso il proprio parere. Gli stati membri, inoltre, potranno applicare anche un’aliquota ridotta inferiore al 5% e un’esenzione (aliquota zero) a un massimo di sette categorie dell’elenco per coprire le esigenze di base, ad esempio prodotti alimentari, medicinali, prodotti farmaceutici.
L’elenco allargato. Gli stati membri hanno deciso di ampliare l’attuale elenco di beni e servizi che possono beneficiare delle aliquote Iva ridotte, includendo servizi digitali che prima non ne potevano beneficiare (come l’accesso a Internet e il livestreaming di eventi culturali e sportivi), beni che proteggono la salute pubblica (come mascherine, prodotti sanitari e assorbenti) e alcuni articoli come biciclette, sistemi di riscaldamento verde e pannelli solari installati in edifici pubblici e privati, in linea con le priorità Ue in materia di cambiamento climatico.
Stop all’Iva ridotta per gli inquinanti. Le aliquote ridotte per i beni e i servizi, ammissibili dal sistema precedente, sono state ritenute non in linea con il Green deal e dovranno cessare entro il 2030.
Eccezioni estese a tutti. Per l’esecutivo, le deroghe in vigore sulle aliquote ridotte per alcuni stati membri hanno portato ad un mosaico di aliquote in tutta l’Ue, a una disparità di trattamento tra gli stati membri e una possibile distorsione della concorrenza. Quindi, come parte dell’accordo, le eccezioni esistenti saranno mantenute e rese disponibili anche per altri stati membri lo vorranno. Altre deroghe esistenti non giustificate da obiettivi di politica pubblica dovranno finire al 2032.
