In questi tempi sempre più sono le discussioni politiche che mettono al centro il concetto di famiglia. Da una parte la destra, ancorata alle tradizioni, e che difende strenuamente la figura del doppio sesso nei genitori: la famiglia composta da padre, madre, figlio. Dall’altra la sinistra che vuole sovvertire la natura e che non smette di combattere per battaglie ideologiche sulle unioni omosessuali e sui diritti gay. Il ddl Zan è stato affossato, ma tante ancora le proposte sul tavolo dei palazzi anche regionali, a difesa delle comunità lgbt.
Papa Bergoglio ha voluto chiarire la sua posizione sull’argomento, celebrando le unioni tradizionali. “Il matrimonio è realmente un progetto di costruzione della ‘cultura dell’incontro’. È per questo che alle famiglie spetta la sfida di gettare ponti tra le generazioni per trasmettere i valori che costruiscono l’umanità. C’è bisogno di una nuova creatività per esprimere nelle sfide attuali i valori che ci costituiscono come popolo nelle nostre società e nella Chiesa, Popolo di Dio. La vocazione al matrimonio è una chiamata a condurre una barca instabile, ma sicura per la realtà del sacramento, in un mare talvolta agitato”, ha scritto nella lettera inviata a tutte le coppie sposate del mondo, in occasione della Festa della Santa Famiglia di Nazareth.
Poi il Papa ha proseguito: “I figli sono un dono, sempre, cambiano la storia di ogni famiglia. Sono assetati di amore, di riconoscenza, di stima e di fiducia. La paternità e la maternità vi chiamano a essere generativi per dare ai vostri figli la gioia di scoprirsi figli di Dio, figli di un Padre che fin dal primo istante li ha amati teneramente e li prende per mano ogni giorno. Questa scoperta può dare ai vostri figli la fede e la capacità di confidare in Dio. Certo, educare i figli non è per niente facile. Ma non dimentichiamo che anche loro ci educano. Il primo ambiente educativo rimane sempre la famiglia, nei piccoli gesti che sono più eloquenti delle parole”.
Importante il passaggio in cui evidenzia la figura del padre e della madre: “Educare è anzitutto accompagnare i processi di crescita, essere presenti in tanti modi, così che i figli possano contare sui genitori in ogni momento. L’educatore è una persona che ‘genera’ in senso spirituale e, soprattutto, che ‘si mette in gioco’ ponendosi in relazione. Come padri e madri è importante relazionarsi con i figli a partire da un’autorità ottenuta giorno per giorno. Essi hanno bisogno di una sicurezza che li aiuti a sperimentare la fiducia in voi, nella bellezza della loro vita, nella certezza di non essere mai soli, accada quel che accada. D’altra parte, come ho già avuto modo di osservare, la coscienza dell’identità e della missione dei laici nella Chiesa e nella società è cresciuta. Avete la missione di trasformare la società con la vostra presenza nel mondo del lavoro e di fare in modo che si tenga conto dei bisogni delle famiglie”.
Il Santo Padre si è lasciato andare a toni patriottici durante l’Angelus: “Facciamo tutto il possibile per riprendere una coscienza, per vincere questo inverno demografico che va contro le nostre famiglie, la nostra patria e il nostro futuro”. Francesco è fortemente preoccupato dal calo demografico, riconoscendo, tra le cause, il proliferare delle unioni civili. Di qui ha sottolineato l’importanza della famiglia tradizionale, senza la quale il futuro delle prossime generazioni sarebbe inevitabilmente compromesso. “Speriamo che non cada nel vuoto anche l’appello del Santo Padre”, ha scritto su Twitter la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
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