In prossimità della nomina del nuovo Presidente della Repubblica, continuano le fibrillazioni tra i partiti. Ad Affariitaliani.it il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa ha chiarito la sua posizione: “Fratelli d’Italia sarà sicuramente compatta nel votare Silvio Berlusconi al Quirinale. E qualora non funzionasse la sua candidatura, per colpa di altri e non nostra, saremo compatti anche nelle altre, successive scelte. Ma mi auguro che Berlusconi sia votato e diventi presidente della Repubblica”.
Poi ha proseguito: “La storia dice che nessuno ha mai avuto tutti i voti del proprio schieramento, quindi è un’ipotesi che non si può escludere”. Alla domanda su quale partito potrebbe negare il suo voto al Cavaliere, La Russa risponde: “Penso a qualche voto in meno ma non come scelta di partito, bensì come scelta personale e individuale, per mille motivi magari legati al passato. Almeno così insegna la storia dell’elezione del Capo dello Stato“.
Il senatore di centrodestra non dà il suo appoggio, dunque, all’eventuale candidatura di Mario Draghi. “Se il presidente del Consiglio vuole candidarsi dovrà prima avere un accordo nella sua maggioranza che sostiene il suo governo. In quel caso, noi rifletteremo e decideremo. Ma prima di tutto deve rivolgersi alla sua maggioranza. Chiunque venga eletto alla presidenza della Repubblica, Berlusconi, Draghi o una terza persona, vedo le elezioni anticipate al 50%. La fase politica post-Quirinale sarà molto concitata”.
Sulla possibile candidatura di Gianni Letta, La Russa smentisce: “E’ sicuramente un nome autorevole, ma nessuno ha mai ipotizzato la sua candidatura al ruolo di Capo dello Stato”. I motivi che reggono il voto al Cavaliere li ha meglio spiegati il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in un’intervista a ‘Libero’: “Berlusconi è il fondatore della seconda Repubblica, è stato leader del centrodestra ed è uno dei più autorevoli politici italiani. Credo abbia tutti i titoli, se lo vorrà, per candidarsi. Poi vedremo le condizioni. Di certo, sulla sua candidatura non possono esserci pregiudizi”.
Ma la prima domanda da porsi è questa: Silvio Berlusconi confermerà la sua candidatura al Quirinale? Sarà solo nei primi 10 giorni di gennaio che avremo una risposta ufficiale, quando il dibattito sulla presidenza della Repubblica entrerà nel vivo. Quello che sappiamo è che al momento il centrodestra manca di 52 voti per superare la fatidica soglia di 504 voti necessari alla vittoria. Ma il Cavaliere si è detto sicuro di non perdere. Sarà davvero così?
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