Migranti, sempre più diritti: bonus bebè e assegno maternità dopo breve soggiorno

Sempre di più sono i migranti che arrivano nel nostro Paese per mano della politica dei porti aperti della sinistra, che vuole integrare gli extracomunitari anche con l’obiettivo di “sostituirli” alle poche nascite nelle famiglie italiane. Per la sinistra, e per il Presidente del Consiglio Mario Draghi, gli extraUe sono vere e proprie risorse, nonostante gli hotspot di accoglienza siano al collasso e l’Italia non abbia a disposizione le risorse sufficienti per integrare ancora altri migranti. Per non parlare dell’aumento dei dispersi e delle morti in mare, anche di bambini, a causa delle traversate libere di clandestini.

L’Europa non è stata disposta ad aiutare l’Italia per una equa distribuzione degli sbarchi, e alla fine a pagare il conto sono sempre i nostri contribuenti, già in ginocchio per la crisi economica e gli effetti devastanti della pandemia da Covid 19. La sinistra sta mettendo in moto una serie di processi e misure per integrare sempre di più i migranti, conferendo loro nuovi diritti, col tentativo di equipararli ai cittadini italiani. Adesso i lavoratori extraUe sono in procinto di ricevere le stesse tutele sociali dei lavoratori italiani, qualora possiedano permesso di soggiorno di durata superiore a sei mesi che consente di lavorare.

A stabilirlo è stata la Corte costituzionale, che martedì ha preso in esame i dubbi di illegittimità sollevati dalla Corte di cassazione in merito al «bonus bebè» ed all’«assegno di maternità dei comuni», considerate irrispettose del principio di eguaglianza, concedendo le prestazioni soltanto agli stranieri soggiornanti in Europa nel lungo periodo. Il deposito della pronuncia avverrà nei prossimi giorni. Quest’ultima avrebbe effetto anche sulle situazioni ancora pendenti.

In pratica, la Corte Costituzionale ha bocciato il requisito del permesso di soggiorno di lungo periodo, agevolando i lavoratori stranieri nell’usufruire dei benefici dello Stato del bonus bebè e dell’assegno di maternità. Di conseguenza, le due forme di sussidio saranno presto modificate. Le tempistiche precise rimangono un’incognita, ma è facile pensare che ci sia una certa fretta nel normare nuovamente gli assegni, recependo le indicazioni della Consulta (e dell’Europa che aveva già detto la sua in materia).

Adesso i lavoratori stranieri non saranno più costretti a possedere il permesso di lungo soggiorno per poter beneficiare sia del bonus bebè che dell’assegno di maternità. Le forze politiche non si sono ancora espresse sul tema, ma di certo il dibattito si animerà in tempi brevi sul piano pubblico, trattandosi di un argomento decisamente divisivo.

CC

 

 

 

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