Quirinale, Meloni parla chiaro: “Draghi non lo votiamo, rischiamo inciucio a vita”

Siamo agli sgoccioli con i voti per il Quirinale ma la partita è ancora aperta e complessa. I più chiacchierati “eredi” di Sergio Mattarella sono Mario Draghi e Silvio Berlusconi. Uno farebbe solo il passaggio da una poltrona all’altra, da quella da Presidente del Consiglio a quella di Presidente della Repubblica. Ma ricordiamo che Draghi non è mai stato votato dai cittadini, e si ritroverebbe in poco tempo a ricoprire due cariche importantissime per un gioco del destino a suo favore. L’altro, il Cavaliere, è sicuramente il personaggio più divisivo tra i nomi portati avanti per il Colle. Decisamente schierato politicamente, non è certo il “candidato tipo” per la nomina al Quirinale, ma si nutre di tanto consenso e, secondo le indiscrezioni, mancherebbe solo una manciata di numeri per assicurargli il posto alla presidenza della Repubblica.

Ignazio La Russa ha annunciato che giovedì la coalizione tornerà a vedersi, sperando che per quella data Berlusconi  sia a disposizione degli elementi necessari per sciogliere la riserva. L’auspicio è lo stesso della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha spiegato a Porta a Porta: «Il nome che è emerso è quello di Berlusconi, ha gli elementi di garanzia per difendere le cose che voglio difendere. Giovedì Berlusconi avrà le idee più chiare. Se rinuncia il centrodestra ha diritto di fare le sue proposte e anche Fratelli d’Italia ha le sue proposte. Il centrodestra può giocare le sue carte, l’importante è che resti unito».

La presidente FdI sa benissimo che quella che si sta giocando è una partita molto complesse, e, per il momento, ha preferito continuare a tenere le carte coperte. Il leader di Forza Italia non ha ancora sciolto la riserva, ma ciò non ha comunque fatto desistere la sinistra nel “giocare” a dividere il fronte. Di fatti sono ricominciati i chiacchiericci a Palazzo sulla legge elettorale proporzionale. Il vero obiettivo della sinistra è quello di impedire al centrodestra di presentarsi unito nel momento in cui si terranno (finalmente) le elezioni.

Meloni durante la trasmissione ha ricordato: «Draghi presidente del Consiglio non l’ho votatoDraghi al Quirinale è un punto interrogativo. Se Draghi al Quirinale significa un altro governo con un altro presidente del Consiglio che esce dal cilindro una legge proporzionale per avere un inciucio a vita, allora dico no». È chiaro che Palazzo Chigi e il Quirinale sono interconnessi, e Giorgia Meloni lo ha fatto ben presente. Infine ha sottolineato: «Ci sono persone presentabilissime nella cultura di centrodestra. Il gioco della sinistra è presentabile se è mio non si può fare».

CC

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