Presidenzialismo, Lega e Forza Italia voltano (ancora una volta) le spalle alla Meloni

La bocciatura della proposta di Fratelli d’Italia per l’elezione diretta del Presiedente della Repubblica è l’ennesima occasione in cui gli “alleati” di centrodestra hanno deluso Giorgia Meloni. Camera ha infatti approvato gli emendamenti soppressivi degli articoli del provvedimento e respinto le proposte aggiuntive, quindi il testo risulta respinto.

Addirittura 71 i parlamentari del centrodestra assenti alla Camera nel corso delle votazioni sulla proposta di legge presentata da Fdi. 39 i deputati assenti della Lega su un totale di 133, di cui 13 in missione; 23 quelli di Forza Italia su 80, di cui 7 in missione; 6 su 20 quelli di Coraggio Italia, di cui 2 in missione.

Uno schiaffo alla Presidente di Fratelli d’Italia che rende ancora più chiara la situazione politica: chi combatte per il bene dell’Italia e va avanti per la sua strada con estrema coerenza, e chi invece pensa ai giochi di potere ed è pronto a voltare le spalle nei momenti scomodi come questo. Quella che Giorgia Meloni aveva definito poco prima in Aula “la madre di tutte le riforme” è dunque naufragata soprattutto a causa delle numerose assenze nei gruppi parlamentari di Forza Italia e Lega.

La tensione tra gli alleati di centrodestra non può che salire. Fatto sta che il partito di Giorgia Meloni, dimostrando salde ideologie, non ha mai smesso di crescere  in maniera esponenziale, a discapito deglia alleati. Fino a qualche tempo fa sembrava impensabile superare il llargo consenso di cui si nutriva la Lega, ma adesso tutto è cambiato e Fratelli d’Italia può ambire davvero al governo della Nazione.

Giorgia Meloni non ha intenzione di mollare, lo ha fatto capire ancora prima del voto in Aula, consapevole di quale avrebbe potuto essere l’ennesimo triste epilogo: “Comunque andrà si sappia che FdI continuerà questa battaglia, per cui se la proposta non dovesse passare, alle prossime elezioni politiche chiederemo agli italiani un voto anche per questo”.

Preferisce comunque evitare di sollevare polemiche con gli alleati: “Il segnale del voto sul presidenzialismo per il centrodestra è stato buono, al di là delle nostre difficoltà, sulle grandi questioni fondamentali abbiamo una convergenza”.

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