Elezione Craxi fa infuriare M5S:«vogliono farci fuori». FdI:«Maggioranza sempre più dilaniata»

La maggioranza non è mai apparsa compatta, e adesso a minare i precari equilibri arriva l’ennesima bomba: l’elezione a presidente della Commissione Esteri del Senato di Stefania Craxi. La vicenda ha fatto letteralmente infuriare il Movimento 5 Stelle. Il leader Giuseppe Conte ha detto a muso duro: «registriamo che di fatto si è formata una nuova maggioranza, che spazia da Fratelli d’Italia sino a Italia Viva. Si è formata violando patti e regole», mentre analisti e parlamentari si affannano per decifrare il voto segreto e capire se ci sia stato del “fuoco amico” contro il candidato M5S Ettore Licheri. In realtà l’elezione di Stefania Craxi non avrebbe dovuto sconvolgere nessuno. Era stata praticamente annunciata, ma in egual modo i grillini hanno inscenato una sfuriata.

«Dice il saggio: Regola n. 1. Quando sai di non avere i numeri e invece di fare politica ti incaponisci ad andare a una conta a scrutinio segreto, non prendertela con gli altri ma con te stesso», ha commentato il sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto di Italia viva, partito che aveva lanciato un appello all’unità e che oggi può legittimamente sventolare la bandiera del “noi l’avevamo detto”.

Andrea Marcucci, parlamentare piddino, ci è andato più leggero, precisando che l’elezione di Stefania Craxi «rimette la commissione Esteri nelle condizioni di tornare a lavorare», ma ammettendo che «dispiace, come dice il senatore Casini, che la maggioranza non sia stata in grado di trovare un candidato unitario». In realtà, Casini ha detto che il voto non unitario rappresentava la «definitiva disgregazione di una maggioranza», frase che esprime qualcosina in più di un generico rammarico. Decisamente più esplicito il collega dem Tommaso Cerno, che ha parlato di «tira e molla indegno», chiarendo poi che per lui l’elezione di Stefania Craxi alla Commissione Esteri del Senato «è certamente una buona notizia». Cerno, comunque, non ne è membro, quindi il suo endorsement non fa testo per la caccia all’eventuale traditore.

Il centrodestra si è invece mostrato soddisfatto, da Matteo Salvini alla capogruppo al Senato di FI, Annamaria Bernini, che ha voluto comunque tributare anche «un sincero ringraziamento al senatore Ettore Licheri che con il consueto garbo e fair play ha confermato la sua caratura personale e politica».

L’opposizione rinviene nell’evento l’ennesima conferma di una maggioranza dilaniata e che non ha punti in comune per governare. «Ennesima conferma dell’implosione di questa maggioranza», che è «sempre più dilaniata e va avanti soltanto per la paura del voto e per garantirsi posizioni di potere» ha parlato invece il capogruppo di FdI al Senato, Luca Ciriani, spiegando che FdI «da opposizione responsabile» ha votato per Stefania Craxi, «l’unica, alla luce delle altre candidature in campo, capace di guidare con competenza, terzietà e senza imbarazzi la Commissione Esteri». «Questa elezione dimostra che quando il centrodestra è unito è vincente».

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