L’eco dell’inchiesta di Bergamo sulla zona rossa ad Alzano e Nembro e sul piano pandemico scuote la politica. Il tema del Covid torna prepotentemente nel dibattito con la maggioranza, FdI in primis, che punta sulla necessità costituire una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla pandemia. “Ben vengano le verifiche”, sottolinea l’ex premier Giuseppe Conte, che risulta tra gli indagati, puntualizzando che non si sottrarrà alle richieste delle Autorità giudiziarie ma ricorda anche come l’Italia abbia combattuto, per prima tra i Paesi occidentali, un “virus invisibile”, sul quale “almeno per la parte iniziale” anche gli esperti non avevano certezze. “Ho seguito con umiltà” le loro indicazioni rivendica l’ex premier sottolineando come non ci fosse un vademecum per affrontarlo. In ogni caso, Conte spiega che risponderà nelle sedi opportune, ma puntualizza: “Non vi aspettate da me show mediatici”. “Ho la coscienza pulita. Ho sempre agito nell’interesse esclusivo del Paese”, rivendica anche l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, finito anche lui sotto inchiesta. Intanto Andrea Crisanti, microbiologo e ora senatore del Pd, che ha firmato la maxi consulenza depositata ai pm di Bergamo, puntualizza che con l’inchiesta “è stata restituita agli italiani la verità su quelli che sono stati i processi decisionali che hanno portato a determinate scelte”.
E proprio prendendo spunto dalle carte di Bergamo arriva un input sul fronte parlamentare: FdI, infatti, va in pressing sulla richiesta della costituzione di una Commissione d’inchiesta. “Dopo le attività d’indagine compiute dalla procura di Bergamo” evidenzia Galeazzo Bignami, primo firmatario della pdl, “confidiamo che anche coloro che si dimostravano restii all’istituzione oggi ne comprendano appieno l’importanza”. Il testo base per l’istituzione della Commissione, spiega Ugo Cappellacci (FI) presidente della commissione Affari Sociali della Camera dove il provvedimento è in discussione, sarà in Aula entro aprile; gli obiettivi “sono essenzialmente due: fare chiarezza, e questo lo si deve alle vittime e alle famiglie delle vittime, e poter avere un quadro di quanto accaduto fotografando le criticità che si sono determinate, affinché in futuro, a fronte di nuove emergenze, le si possa evitare”. Se verranno evidenziati errori, aggiunge, “ognuno si assumerà poi la proprie responsabilità politiche”. L’obiettivo, sottolinea la relatrice del testo Alice Buonguerrieri (FdI), è che “sia operativa entro giugno”; a FdI dovrebbe spettare la presidenza dell’organismo parlamentare d’inchiesta.
