Il Governo trova la quadra su Terna e inizia a lavorare sulle non quotate

Si chiude anche la partita di Terna con l’arrivo di Giuseppina Di Foggia mentre si apre il capitolo delle aziende pubbliche non quotate. Le proporzioni 2-2-1 usate da FdILega e FI per scegliere i vertici delle cinque grandi società partecipate verranno superate; alla maggioranza servirà un’opera di bilancino, e il lavoro è già cominciato; per assegnare le dieci poltrone più ambite (fra presidenti e ad), si racconta nel centrodestra, è stato prima necessario trovare un’intesa di massima fra Giorgia Meloni e gli alleati per chi guiderà le tre società principali fra le non quotate di prima fascia in scadenza fra aprile e maggio: Consip, centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, Consap, che gestisce servizi su concessione del Mimit, del Viminale e del Mef, e Sogin, responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani. Secondo varie ricostruzioni, il ruolo di amministratore delegato di Sogin sarebbe stato rifiutato da Stefano Donnarumma, grande escluso per spinta di Lega e FI dalla prima tornata di nomine, per il quale ora si parla soprattutto di Cdp Venture Capital o di Ferrovie, per cui però dovrebbe attendere un anno. Suo malgrado, Donnarumma è stato protagonista dell’ultimo braccio di ferro fra FdI e Lega: nelle intenzioni della premier sembrava destinato alla conferma come ad di Terna o allo stesso ruolo in Enel, ma è stato sostituito con Giuseppina Di Foggia, la donna al vertice promessa dalla Meloni, prima Ad di una grande partecipata.

Poi Donnarumma è stato scavalcato da Flavio Cattaneo alla guida del colosso energetico, affiancato dal presidente Paolo Scaroni, che non lascerà la presidenza del Milan. Alla prima prova, quella in Borsa, questa scelta ha avuto una fredda accoglienza: gli analisti collegano il calo del 3,9% di Enel alla considerazione dell’amministratore delegato in uscita, Francesco Starace e ai dubbi sulla strategia del suo successore. Chiusura in rialzo, invece, per Eni (1,4%), Poste italiane (1,1%) e Leonardo, al 3,2% dove è stata varata una rivoluzione, con il diplomatico Stefano Pontecorvo presidente e l’ex ministro Roberto Cingolani Ad, al posto di Alessandro Profumo, che all’indomani delle scelte è stato ricevuto da Sergio Mattarella. A Palazzo Chigi non preoccupa il parere richiesto all’Antitrust da Angelo Bonelli (Avs), sulla compatibilità di Cingolani: “La sua nomina viola le norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi, secondo cui un ex ministro non può ricoprire incarichi in enti di diritto pubblico, società a scopo di lucro, nei 12 mesi successivi dal termine della carica”. Ogni verifica è stata fatta prima, spiegano fonti di Governo. In ogni caso la maggioranza guidata da Giorgia Meloni è soddisfatta e si appresta alla seconda fase delle nomine.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong