Balneari, la Corte UE bacchetta l’Italia: “Niente rinnovi automatici”

Le concessioni balneari italiane non possono essere rinnovate automaticamente ma devono essere oggetto di una procedura di selezione imparziale e trasparente. Le autorità nazionali italiane sono tenute ad applicare le norme del diritto europeo disapplicando le disposizioni non conformi. La Corte di Giustizia Ue affronta il nodo delle concessioni dei balneari imponendo all’Italia di applicare la direttiva Bolkenstein. Il governo intanto approva il ddl sulla Concorrenza, che per due volte era approdato al Cdm. È uno degli adempimenti richiesti dal piano per il Pnrr. La maggioranza, nel confronto con le categorie, ha sciolto il nodo degli ambulanti, ma per un nodo che si scioglie ce ne è un altro che sembra arrivare al pettine. Sui balneari l’Ue ha già aperto una procedura di infrazione e, dopo la decisione della Corte Ue, il rischio che si arrivi a sanzioni in assenza di un adeguamento alle normative europee è altissimo. E l’Italia non sembra voler cedere. La portavoce della Commissione Europea prima afferma che nell’incontro con Thierry Breton la presidente Giorgia Meloni la settimana scorsa “ha assicurato che le autorità nazionali in Italia applicheranno molto rapidamente la legislazione europea”.

E poi si vede costretta a correggere: “Non hanno parlato di balneari” e “nessuna delle due parti ha preso impegni”. L’Italia, che tre mesi ha fatto slittare con il Milleproroghe le concessioni al dicembre 2024, guarda però ad un dettaglio contenuto nella sentenza, che impone tra l’altro concessioni limitate nel tempo. Uno dei passaggi apre infatti alla possibilità, in caso di scarsità delle risorse naturali e delle concessioni disponibili, di combinare un approccio generale con un approccio caso per caso, basato su un’analisi del territorio costiero. Con dei paletti: le decisioni devono basarsi “su parametri obiettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati”. È il passaggio che fa dire al ministro Matteo Salvini che la sentenza è un “grande successo dell’Italia”, spiegando che “la nuova mappatura delle spiagge sarà fatta dal Mit e come sempre verranno utilizzati criteri di buonsenso”. Il tema non è comunque entrato nel ddl Concorrenza. Qualcuno ipotizza possa arrivare un decreto, anche se non è escluso che prosegua il braccio di ferro con l’Ue.

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