Il PD continua a perdere pezzi: l’eurodeputata Caterina Chinnici a FI

Due addii in due giorni: dopo il passaggio a IV del senatore Enrico Borghi, anche l’eurodeputata Caterina Chinnici ha lasciato il Pd diretta verso FI. Sono smottamenti, sfilacciamenti legati ai maldipancia di quell’area che, usando le parole di Borghi, accusa Elly Schlein di aver provocato una “mutazione genetica” nel partito. La risposta della segretaria è arrivata in differita, con un’intervista rilasciata nei giorni scorsi a Vogue e pubblicata nelle ultime ore. Schlein ha rivendicato “il metodo dell’ascolto anche delle opinioni diverse: ho sempre voluto che nella mia squadra ci fosse qualcuno che non la pensava come me – ha detto – che fosse un po’ più conservatore, così da decidere con equilibrio”. Fra i dem, però, serpeggia il timore che quelli di Borghi e Chinnici possano non essere gli ultimi abbandoni; fra chi non ha più incarichi parlamentari, ci sono già stati quelli dell’ex capogruppo al Senato Andrea Marcucci e dell’ex ministro Giuseppe Fioroni: “Nella segreteria Schlein” ha detto Fioroni a L’Identità “i cattolici, i popolari e i liberal-democratici sono ospiti paganti, ma col tempo saranno sgraditi e anche ingombranti”.

Marianna Madia che, insieme a Lia Quartapelle, ha organizzato un ciclo di seminari per “rispondere al vuoto del Governo”, ha presentato l’iniziativa con parole che hanno avuto il suono di un controcanto alla strategia di Schlein: “Al prossimo test elettorale vinciamo non solo con il confronto tra leadership, non solo stando in piazza, non solo rispondendo con un Governo ombra alle non proposte del Governo” ma “guidando l’agenda politica”; un altro campanello, insomma. In Transatlantico, intanto, sono partiti le voci sui pronti a lasciare e fra i nomi è circolato anche quello del deputato Piero De Luca: “Assolutamente no”, ha smentito lui; “Mi sento una riformista” ha scritto l’eurodeputata Alessandra Moretti “e continuerò a stare in questo partito che è anche la nostra casa, come lo è sempre stata in ogni fase”. Per il deputato Matteo Orfini, uscire adesso “denunciando una mutazione genetica del partito è onestamente incomprensibile. E strumentale. Nel Pd c’è spazio per tutti, c’è pluralismo e confronto”. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane ma appare evidente che in una parte, consistente, del Pd stia covando un certo malcontento e che Elly Schlein non potrà non tenerne conto.

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