Non c’è accordo in Cdm e così slitta la nomina del nuovo capo della Guardia di Finanza, ma arriva invece il blitz su Inps e Inail, con la decadenza degli attuali vertici, Pasquale Tridico e Franco Bettoni, e commissariamento nelle more della revisione della governance dei due Istituti. E la norma che consentirà a Giorgia Meloni di nominare un nuovo amministratore delegato alla Rai. Le nomine in Rai sarebbero l’origine della tensione nella maggioranza, che starebbe lambendo anche le prossime, attese, nelle partecipate, con la Lega che alzerebbe la posta sulle Ferrovie. Come un mese fa per le grandi società pubbliche quotate, anche sul vertice della GdF si misurano le distanze fra le anime dell’esecutivo.
Alle quattro i Ministri sono tutti in attesa a Palazzo Chigi (non c’è Matteo Salvini, alla cabina di regia sulle Olimpiadi Milano-Cortina). Mancano Giancarlo Giorgetti e Guido Crosetto, che si erano visti di prima mattina e avevano condiviso l’idea di indicare il generale Umberto Sirico, attuale comandante dei reparti speciali della GdF, come sostituto di Giuseppe Zafarana, indicato come nuovo presidente di Eni e che si insedierà a breve. E manca Alfredo Mantovano, che spingerebbe invece per Andrea De Gennaro, fratello dell’ex capo della Polizia Gianni. Ministri e sottosegretario si sarebbero chiusi a lungo con la premier nel suo studio, in una discussione piuttosto ruvida. Dal Mef si spiega che si tratta di un processo complesso, che vede il coinvolgimento di diversi soggetti e che sta andando avanti da tempo. Qualche Ministro cerca di gettare acqua sul fuoco: “nessuno scontro”. Il ritardo del Cdm? Legato alla visita dello speaker della Camera degli Stati Uniti, Kevin McCarthy. E in più “non era tema all’ordine del giorno”. Fatto sta che è stata rinviata non solo la scelta per la GdF ma anche quella del capo della Polizia e quella del prefetto di Roma.
