Il salario minimo approderà in Aula con il testo delle opposizioni. La maggioranza sceglie di non votare l’emendamento soppressivo della proposta di legge a prima firma Giuseppe Conte ma punta, una volta che il testo arriverà in Aula domani, a proporre una sospensiva per riprendere in mano il provvedimento in autunno.
Arriva, un’apertura della premier Giorgia Meloni e a sparigliare le carte scende in campo Forza Italia con una proposta per adeguare tutte le retribuzioni agli standard della contrattazione nazionale.
Nelle stesse ore al Senato, viene bocciata una mozione M5S per l’introduzione di un salario minimo legale di almeno 9 euro lordi l’ora ma passa un odg della maggioranza che impegna il Governo a “effettuare un monitoraggio dell’applicazione dei contratti nazionali di lavoro” e a “evitare qualsiasi forma d’intervento che spinga al ribasso i salari medio bassi”. Insomma, qualcosa sembra comunque muoversi.
E a testimoniarlo è anche l’apertura della Premier: “Il salario minimo è un bel titolo, funziona molto bene come slogan, ma nella sua applicazione rischia di creare dei problemi”.
Di qui la necessità di “aprire un confronto” “con l’opposizione”. Non è un rinvio, puntualizza la Meloni.
I ben informati della maggioranza assicurano che è in arrivo una proposta unitaria del centrodestra, ma intanto a farsi avanti sono gli azzurri con una proposta di legge presentata dal coordinatore Antonio Tajani.
La mossa non sarebbe stata concordata fra le forze di governo ma, intanto, toglie all’opposizione l’argomentazione della mancanza di proposte concrete da parte della maggioranza. E ad accogliere subito positivamente la proposta degli azzurri dall’opposizione è il leader di Azione, Carlo Calenda che fa sapere che la prossima settimana incontrerà la premier per affrontare il dossier.
La proposta di FI non si discosta troppo da quella avanzata dall’allora ministro Andrea Orlando durante il governo Draghi.
