Concentrare le risorse su pochi interventi mirati, dal taglio del cuneo fiscale alla sanità, passando per le pensioni e le politiche per la famiglia. Giorgia Meloni ribadisce la rotta tracciata nei giorni scorsi. Secondo fonti parlamentari la prossima finanziaria potrebbe valere circa 30 miliardi di euro, le risorse sono limitate e dunque il governo dovrà operare delle scelte.
Secondo il premier la strategia più appropriata in vista della stesura della prossima legge di bilancio “è concentrare le poche risorse a disposizione su quello che offre un maggiore moltiplicatore in termini economici, che ha più impatto. Quindi concentrarsi su alcuni grossi provvedimenti“. Tra i macro temi elencati dalla premier spiccano “redditi e salari”, le pensioni “con particolare riguardo a quelle dei giovani di oggi”, e poi misure su sanità, famiglie e natalità.
“L’impegno nella legge di bilancio che stiamo andando a preparare è di confermare l’aumento degli stipendi e delle pensioni, soprattutto per chi guadagna di meno, andando a chiedere un po’ di soldi alle banche che stanno guadagnando decine di miliardi di euro”, chiosa il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.
Come Forza Italia, puntiamo sul lavoro e sul potere d’acquisto degli stipendi, siamo di conseguenza favorevoli al taglio del cuneo fiscale, ad affrontare le pensioni dei pensionati ma anche dei giovani, e la grande questione della sanità sulla quale bisognerà intervenire”.
La linea sarebbe quella di evitare fughe in avanti nella comunicazione dei singoli contenuti della manovra, mentre per i numeri reali sull’entità delle risorse a disposizione bisognerà attendere la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, attesa entro il 27 settembre.
“Sono convinta che sia importante riuscire a modificare le regole della governance prima che rientrino in vigore i vecchi parametri e se non si riesce proporrò di prorogare le attuali regole perché tornare ai parametri pre Covid produrrebbe una contrazione dell’economie già in sofferenza importante. Bisogna correre e credo sarebbe drammatico ritorno alle vecchie regole”, sottolinea Meloni.
Il provvedimento sui bonus di ristrutturazione edilizia varato per la ripresa economica durante la pandemia secondo alcune stime sarebbe costato finora poco più di 100 miliardi di euro, a fronte di una previsione iniziale di un terzo della cifra.
