Dopo il via libera arrivato dal cancelliere tedesco Olaf Scholz al regolamento sulla gestione delle crisi è l’Italia a frenare sull’intesa chiave per la finalizzazione del Patto sulla migrazione e l’asilo.
Lo scontro con la Germania sulle attività delle organizzazioni non governative resta altissimo: Palazzo Chigi si è detta “sorpresa” che, proprio mentre a Bruxelles era in corso il vertice decisivo per l’ok al Patto sui migranti, nel Mediterraneo navigavano 7 navi gestite dalle ong tedesche.
Ursula von der Leyen, da Spalato, aveva chiesto che ci fosse l’intesa in giornata e al Consiglio Affari Interni di Bruxelles sia la Commissione che il Ministro dell’Interno iberico Fernando Grande-Marlaska attendevano l’accordo politico tra i 27.
Nella sessione della riunione dedicata al dossier la tedesca Nancy Faeser, seguendo le istruzioni di Scholz, ha scandito che Berlino “accetta la proposta di compromesso spagnola”; dopo di lei, Polonia e Ungheria hanno ribadito la loro contrarietà.
L’Italia è rimasta in silenzio: il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto nella prima parte dell’incontro, dedicata alla dimensione esterna e al Memorandum con la Tunisia e poco dopo ha lasciato in anticipo la riunione, diretto a Palermo dove ha incontrato i suoi omologhi di Libia e Tunisia.
La commissaria Ylva Johansson e il ministro spagnolo, a microfoni aperti, non hanno puntato il dito contro l’Italia, si sono detti ottimisti e soddisfatti dei passi avanti fatti, scandendo che “non ci sono grandi ostacoli” all’intesa, attesa “nei prossimi giorni”. L’impressione, però, è che solo un chiarimento tra Scholz e Meloni al vertice di Granada della settimana prossima potrà sbloccare lo stallo.
