Forniture militari a Zelensky. Barricate del M5S

Sono queste le richieste che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avanzato ai leader riuniti al summit di Granada della Comunità politica europea. “Abbiamo l’opportunità di infliggere una sconfitta fondamentale all’aggressione della Russia” ma servono altre armi, ha detto.

La premier ha ribadito “il continuo e convinto sostegno a 360° del Governo italiano alle autorità ucraine” con “l’obiettivo di raggiungere una pace giusta, duratura e complessiva”. Meloni aveva confermato che ci sarà un nuovo pacchetto Ucraina, su cui sta già lavorando il ministro della Difesa Guido Crosetto, ma le forniture, aveva sottolineato, saranno fatte “compatibilmente con le richieste” e “con la necessità di non sguarnire la nostra sicurezza”. Il nuovo pacchetto (l’ottavo) agita la politica italiana; nei giorni scorsi aveva creato qualche tensione l’annuncio, da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani, di nuove forniture.

Il problema però, prima che politico, è tecnico: dopo quasi due anni di guerra le scorte di armi e munizioni italiane sono diminuite e i costi sostenuti sono molto elevati.

Va all’attacco invece il M5S, che chiede a Crosetto di riferire in Parlamento: “Purtroppo il nostro governo persegue una strategia bellicista, guerrafondaia”, afferma Giuseppe Conte, per il quale “Meloni ha deciso di dare priorità” agli “aiuti con le armi e quindi alla produzione di armi e munizioni, mentre programma tagli alla spesa sanitaria e volge le spalle agli italiani”.

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