Al forum, che riunisce 45 Stati del vecchio continente, la premier Giorgia Meloni arriva soddisfatta dell’accordo trovato mercoledì sul Patto migrazione e asilo e per la piega che ha preso il dibattito interno all’Ue, che si avvia su una strada più pragmatica, e che dimostra che l’Italia “è tutt’altro che isolata in questa trattativa
La strada è quella del Piano Mattei per lo sviluppo dei Paesi che si affacciano sull’altra sponda del Mediterraneo; ora si concretizzerà in una norma che è in dirittura di arrivo sulla governance di questo piano: l’intenzione di Palazzo Chigi è di portarlo poi al confronto con i paesi europei, con le istituzioni di Bruxelles e alla conferenza Italia-Africa di novembre.
Al tavolo si sono uniti anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron.
L’idea è di proseguire il confronto dopo l’evento di Granada, anche perché, ha rimarcato Meloni, “la proposta italiana attuale non è quella di continuare a parlare di come ridistribuiamo persone che illegalmente entrano in Europa, ma di fermare la migrazione illegale”.
La sfida è quella della concretezza con una serie di attività che vadano dagli scambi informativi alle collaborazioni di polizia, agli accordi con i Paesi d’origine e transito.
Non a caso il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel suo intervento al vertice ha citato la proposta di Sunak di lavorare più a stretto contatto sul tema dei migranti: “La migrazione è una sfida che dobbiamo affrontare tutti insieme e questo significa costruire più cooperazione tra noi nell’Ue e più collaborazione con i Paesi terzi”. Questa mattina Giorgia Meloni avrà un bilaterale con Olaf Scholz, con cui ha avuto delle interlocuzioni già nei giorni scorsi; le polemiche sulle Ong potrebbero essere archiviate dopo l’intesa raggiunta sul Patto migrazione e asilo.
