Parola di Elly Schlein che dalla direzione dem invia diversi ‘messaggi’ agli altri partiti di opposizione, ma anche dentro il Pd. La segretaria appare determinata ad archiviare al più presto le tensioni interne alla minoranza e, per farlo, intende giocare sul terreno che le è più congeniale, quello delle piazze. L’undici novembre è la data scelta dal Partito Democratico.
Una data, scelta con attenzione. Governo e maggioranza, in quegli stessi giorni, saranno nel pieno del lavoro sulla Legge di Bilancio: entro il 15 ottobre è previsto l’invio del documento programmatico di bilancio a Bruxelles, entro la fine del mese è atteso il via libera della manovra in Consiglio dei Ministro e tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, la manovra dovrebbe essere presentata alle Camere.
E i numeri, sottolinea, Schlein sono da brividi: “La Nadef ci dice che l’economia è in affanno. La Nadef è tirata e inadeguata: previsioni di crescita sovrastimate, 20 miliardi di privatizzazioni in tre anni che è un obiettivo irrealistico, la spesa per interessi che è a 78 miliardi coi rendimenti Btp al 5%. La segretaria chiede al partito di mobilitarsi, dai territori ai dirigenti nazionali ed eletti in Parlamento.
Il clima e la transizione energetica ricorre a più riprese durante la relazione della segretaria che, su questo tema, trova una ‘sponda’ insperata nell’enciclica Laudate Deum con cui il Papa ha aperto il sinodo. “Un messaggio potente ed efficace che fa cadere alibi, sottovalutazioni, e negazionismi”, per Schlein.
La seconda tappa di avvicinamento all’undici novembre è rappresentata dalla manifestazione della Cgil di sabato a cui i Pd parteciperà perchè “con la destra l’Italia frena, noi vogliamo che ricominci a crescere con nuove politiche industriali”.
Non a caso, il giorno successivo, partirà il Firma Day sul salario minimo per il quale Schlein conta di rimettere assieme i pezzi dell’opposizioni “per arrivare più forti all’appuntamento con l’Aula”, il 17 ottobre, quando la proposta unitaria sul salario minimo approderà all’assemblea di Montecitorio.
La scelta di Giorgia Meloni di investire il Cnel e il suo presidente, Renato Brunetta, di una “istruttoria” sul tema generale dei salari non è piaciuta.
E tantomeno è piaciuta la “bocciatura” arrivata dal Cnel al salario minimo
Ricucire con le opposizioni, dunque, nonostante le tensioni, i distinguo e i veri e propri strappi – l’ultimo è stato quello sul contratto di servizio della Rai – visti negli ultimi giorni. Schlein è consapevole che gli scarti di lato di Conte e Calenda sono destinati ad aumentare con l’approssimarsi delle elezioni europee, ma è anche convinta che una gara con le altre opposizioni per strappare uno zero virgola di consensi non faccia bene al Pd.
Assieme a questo, “stiamo lavorando alla risoluzione del congresso del Pse che si terrà a Malaga”. Un congresso che dovrà affrontare anche il ‘nodo’ Slovacchia: “Le posizioni di Robert Fico pongono un tema di compatibilità con i valori del Pse. Ieri abbiamo assunto una iniziativa forte per ribadire i valori imprescindibili del Pse: difesa dello stato di diritto, della solidarietà, rispetto dei diritti civili, dei diritti dei migranti, solidarietà all’Ucraina”.
E sulla guerra Schlein ribadisce: “Noi stiamo dalla parte dell’Ucraina perchè è inaccettabile che qualcuno pensi di riscrivere i confini d’Europa con l’esercito. è per questo stesso motivo che accanto al necessario sostegno di aiuto, anche militare, dobbiamo esplorare qualsiasi intervento diplomatico”.
Parole che generano il plauso di un ‘big’ della minoranza dem come Lorenzo Guerini: “Bene la relazione di Elly Schlein alla Direzione del Pd, soprattutto sull’Europa e le sfide che dovrà affrontare e sulla riaffermazione del sostegno all’Ucraina, quanto mai importante in queste ore”.
