L’Italia porta i numeri dei suoi conti pubblici all’assemblea annuale dell’Fmi-Banca Mondiale dove si svolgono anche le riunioni del G7 e del G20 finanza e sul tavolo mette anche il tema privatizzazioni.
Incalzato dal Fondo, che si dice preoccupato per il taglio delle tasse, a fare uno sforzo maggiore sul fronte della riduzione del debito, il governo Meloni, che varerà la manovra in deficit lunedì nel CdM, si presenta a Marrakech con il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti.
Negli incontri, ha affermato il ministro, si è parlato “anche di privatizzazioni”. Fra le riunioni tenute il Mef ha segnato quella con il presidente del colosso bancario International, Bank of America, Bernard Mensah, che è anche ceo di Merril Lynch.
Oltre a questo, i lavori dell’assemblea sono incentrati sui problemi che il rallentamento dell’economia unito a tassi di interesse elevati causerà ai paesi più vulnerabili, specie dell’Africa e sulla marcata frenata dell’economia europea (e cinese).
L’attenzione dei mercati resta alta con lo spread italiano a 197 e il rendimento al 4,75. Il governatore della Banca d’Irlanda e membro della Bce, Gabriel Makhlouf assicura che Francoforte “è molto focalizzata” sulla salita del Btp e dello spread italiano ma che i mercati sono preoccupati dall’eccessiva spesa pubblica e da misure come la tassa sulle banche varati dall’esecutivo.
La Bce, sotto crescenti pressioni di forze politiche e sociali, appare comunque divisa se proseguire sul rialzo dei tassi come la Fed oppure prendersi una pausa.
Opinioni fra le quali non appare quella del componente della Bce e futuro governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, che non ha voluto parlare di temi monetari. Su un punto i componenti della Bce (e le istituzioni internazionali e le agenzie di rating) concordano: i deficit di bilancio devono essere ridotti da parte dei governi anche per ridurre l’impatto dell’inflazione, dando così una mano alla politica monetaria. Una visione che appunto non sembrerebbe giocare a favore dell’Italia.
