Il Cnel affossa il salario minimo.

Il Cnel affossa il salario minimo la cui assemblea ha approvato a maggioranza il documento finale, che arriva entro i 60 giorni indicati dalla premier Giorgia Meloni.

Contro hanno votato Cgil, Uil e UsbLegacoop si è astenuta. In particolare, 62 (su 64) i componenti presenti: 39 i sì, 15 i no, mentre 8 consiglieri non hanno partecipato al voto. E intanto l’opposizione insorge. “Ringrazio il presidente Brunetta e tutti i consiglieri del Cnel per il puntuale e celere lavoro svolto” afferma invece Meloni.

La contrattazione collettiva, al netto dei comparti del lavoro agricolo e domestico, copre infatti oltre il 95% dei lavoratori del settore privato. Da ciò si evince che un salario minimo orario stabilito per legge non è lo strumento adatto a contrastare il lavoro povero e le basse retribuzioni”.

E la premier Meloni spiega come “occorra piuttosto programmare e realizzare, nell’ambito di un piano di azione pluriennale, una serie di misure e interventi organici”.

Nel pomeriggio, inoltre, non passa in assemblea la proposta presentata dai cinque esperti, tra quelli nominati dal presidente della Repubblica, sulla sperimentazione della “tariffa retributiva minima” nei settori più critici.

Sotto i riflettori la spaccatura sindacale. Va invece all’attacco l’opposizione, che rilancia la necessità di introdurre un salario minimo per legge con la paga oraria non inferiore ai 9 euro l’ora.

Il Cnel di Brunetta, come immaginabile, ha fatto da sponda e rinvia la questione alla contrattazione collettiva”, attacca il presidente del M5SGiuseppe Conte. ”

“Il Cnel si è spaccato. Ora tocca a Giorgia Meloni dire una parola sulla posizione del governo”, ma “evitiamo se possibile uno scontro parlamentare”, afferma il leader di Azione Carlo Calenda. Dal fronte sindacale, insiste il numero uno della Cgil, Maurizio Landini: il salario minimo va fatto all’interno di una legge sulla rappresentanza”.

Ma il problema resta aperto”. Dall’altra parte, per il leader della Cisl, Luigi Sbarra, l’impostazione del documento Cnel è “condivisibile, in linea con gli orientamenti” di via Po secondo cui il tema va affrontato e risolto “restando nella cornice delle buone relazioni sindacali e nella contrattazione collettiva”.

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