Giorgia Meloni ha siglato l’intesa con gli alleati sulla legge di bilancio che arriva in Parlamento, con pochi ritocchi rispetto alle intenzioni inziali. Piccole modifiche che però placano, almeno per il momento, Lega e FI che possono rivendicare il mantenimento di quota 103 e le precisazioni sulla cedolare per gli affitti brevi, che comunque aumenta al 26% dalla seconda casa in poi ma sarà accompagnata da un codice anti-sommerso che consentirebbe di portare fino a un miliardo in più al taglio delle tasse.
Il vertice dura un’ora; Giorgia Meloni ha voluto essere sicura che non ci saranno altri distinguo prima di inviare in nottata, dopo la bollinatura della Ragioneria e l’autorizzazione del Presidente Sergio Mattarella, il testo al Senato dove la manovra inizierà il suo iter parlamentare.
Confermate le principali misure, dal taglio del cuneo alla decontribuzione per le mamme lavoratrici con due o tre figli, ai fondi per il Ponte sullo Stretto.
Non cambia di molto la stretta sulle pensioni, così come gli interventi sulla casa.
Se ci saranno da fare altri aggiustamenti si cercherà di trovare spazio in altri provvedimenti; lo stesso codice anti-evasione per fare emergere chi affitta in nero le case per pochi giorni ai turisti andrà nel decreto anticipi collegato alla manovra.
Bisogna evitare il classico assalto alla diligenza, ci saranno solo 100 milioni per il 2024 e altrettanti per il 2025. Magari serviranno per rivedere l’Iva sui pannolini, che ora passa al 10%, o per assicurare alla Rai finanziamenti sufficienti a evitare di fare troppa concorrenza a Mediaset sul mercato pubblicitario: non si è parlato del tetto agli spot, assicura Maurizio Lupi, ma c’è l’intenzione del Governo di farsi carico della questione.
Ora la parola passerà comunque al Parlamento dove le opposizioni sono pronte alle barricate.
